Anteprima “The Audience” con una magistrale Helen Mirren

La locandina
La locandina

Grande e inaspettatta proiezione quella a cui ho assistito giovedì 24 ottobre al cinema Arcobaleno (viale Tunisia, 11).

Grande perchè l’attrice protagonista, Helen Mirren, è più di una regina credibile. Inaspettata perchè pur essendo in inglese (sottotitolato in italiano), pur essendo un’opera teatrale trasferita su grande schermo, il risultato è notevole. Non stanca, non annoia, sorprende per le sfumature ironiche date alla regina e ai suoi primi ministri, intenerisce per l’arguzia di una giovane adolescente destinata ad una vita pregevole.

Dal National Theatre di Londra arriva nella sale di oltre 90 città italiane lo spettacolo che vede protagonista il Premio Oscar Helen Mirren nei panni della regina Elisabetta diretta dal candidato all’Oscar Stephen Daldry.

Dopo il successo di The Queen, Helen Mirren torna a interpretare Elisabetta II nell’acclamata produzione The Audience, ripresa live dal Gielgud Theatre di Londra come parte della stagione del National Theatre. Una regina, i suoi ministri, sessant’anni di incontri in un’udienza che settimanalmente si svolge in forma strettamente privata a Buckingham Palace. Così The Audience rompe il contratto di silenzio che regola ognuna di quelle circostanze e mette in scena una serie di appuntamenti cruciali tra gli operatori storici di Downing Street e la loro regina. Dodici primi ministri e tantissimi colloqui nei quali spesso a questioni di Stato si sono mescolati stralci di storie, di visioni e destini personali. Per scoprire tutta la forza di questo evento straordinario, l’appuntamento con The Audience – in lingua originale sottotitolato in italiano – è solo per un giorno martedì 29 ottobre nei cinema italiani (elenco sale e trailer su www.nexodigital.it).

Elisabetta II e i suoi primi ministri

Quello della regina Elisabetta II è un regno che ha festeggiato nel 2012, a sessant’anni dalla salita al trono, il proprio Giubileo di Diamante. Era il 6 febbraio del 1952 quando re Giorgio VI (padre di Elisabetta, divenuto re a seguito dell’abdicazione di Edoardo VIII) morì ed Elisabetta divenne regina. Un anno e mezzo dopo, con la sua incoronazione ebbe un lungo regno celebrato nel 2012 con il Diamond Jubilee che fa oggi di Elisabetta II la più anziana sovrana britannica di tutti i tempi.

Winston Churchill, Anthony Eden, Harold Macmillan, Alec Douglas-Home, Harold Wilson, Edward Heath, di nuovo Harold Wilson, James Callaghan, Margaret Thatcher, John Major, Tony Blair, Gordon Brown e David Cameron. Sono loro i dodici volti che hanno varcato la soglia; hanno parlato, ascoltato e agito formalmente “on the advice” di Elisabetta II.

Martedì 29 ottobre 2013 al cinema solo per un giorno

Queen Elizabeth II (Helen Mirren). Photo by Johan Persson
Queen Elizabeth II (Helen Mirren). Photo by Johan Persson

(THE AUDIENCE: distribuito da Nexo Digital in partnership con MYmovies.it)

THE AUDIENCE

è distribuito da Nexo Digital

in partnership con MYmovies.it

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Incontro con Jo Squillo…

Sabrina Salerno e Jo Squillo, Sanremo 1991
Sabrina Salerno e Jo Squillo, Sanremo 1991

Metti che un giorno devi andare dal parrucchiere (notare il devi e non il vuoi, prego) per rifare il trattamento alla cheratina. Metti che appena arrivata ti fanno accomodare in una postazione di fronte alla quale siede una bella ragazza: mora, nasino all’insù, labbra ben definite non si sa se dal rossetto scuro a dal tattoo, capelli in rifacimento, mani in rifacimento. Accento romano, dimenticavo questo dettaglio che avrebbe potuto o dovuto aiutarmi. Invece nisba. Zero. So che è qualcuna, ma chi? Intercetto spudoratamente le chiacchiere che si scambia con l’estetista che le sta ripassando lo smalto, ma niente. Aspetto e ripenso. Il vuoto. Sono sicura che l’ho già vista, diamine, questo è o non è il parrucchiere dove tutte le belle vanno a farsi belle? Quindi…

Whatsappo alle amiche, chiedo aiuto, ma ovvio che non possono fare nulla. Occorre un’istantanea. Certo, non mi vedrà nessuno, il salone è deserto, sono solo le 16,30 di un giovedì pomeriggio. Ecco, è per forza una Vip, chi vuoi che venga a quest’ora? (io non sono una Vip, okkei, per poter essere qui oggi ho fatto i salti mortali). Sono invece sicura che lei ha tutto il tempo che vuole, perché lei è una Vip vera. Insomma, mission fotografica fallita, nome sconosciuto e troppo tempo trascorso senza che poi mi ricordassi di chiedere chi fosse la fanciulla in questione.

Meno male che dalla postazione seguente in cui vengo sistemata per le successive 3 ore (!!!) la vita mi si semplifica. Prima sento un cinguettio, insistente, poi diventa una specie di ronzio, non fastidioso, ma inquietante. Non smette un secondo di parlare: al cellulare, con le due ragazze che le stanno evidentemente rifacendo il capello (solo in seguito si svelerà il mistero delle quattro mani necessarie ad assolvere al compito del colpo di sole sulla folta criniera), e chiedendo ad alta voce: “Ma la canzone Sandy in Grease è cantata solo da Olivia Newton John, vero, vero?”.

Il mio ragazzo-cheratina interviene (mica ne pretenderete il nome, eh?) spuntando da dietro le specchio che ci divide e le dice: “C’è bisogno di me?”.

La voce misteriosa risponde: “Ooooooh, ecco chi mi ci voleva!”.

Certo che no, Sandy è cantata solo da John Travolta!”, le risponde quindi lui.

E la voce a me ancora sconosciuta lancia un acuto: “Cosa? Come?”. Evidentemente si attacca al cellulare e sbraita a qualcuno che ha fatto proprio male a non controllare di persona, perché Sandy non è interpretata dalla sola Olivia Newton John, nossignori, quindi devono sceglierne un’altra. Per fare chissà cosa…

Mentre la voce è a sistemare la faccenda io con il labiale chiedo al mio fido chi ci sia dall’altra parte e gli leggo sulla bocca Jo Squillo. All’istante la mia mente vaga al 1991 quando a Sanremo cantava in coppia con Sabrina Salerno “Siamo donne”, lei in tuta di lycra nera con giacchino di pelle nera e ciondolone con simbolo della pace, l’altra in completino bianco… Tempi d’oro, in cui portare i capelli al massimo del volume era un retaggio degli anni ’80 appena trascorsi. Non come oggi.

Finalmente la vedo, si alza e il suo capello è appena ondulato, con colpi di sole pronti ad essere ravvivati. La tutina nera non la indossa più, ha però sempre un black look: maglioncino, pantalone stretto e anfibio molto elegante. E ha anche una buona parola per tutti, un sorriso e un “Ciao mi ricordo di te, Piazza di Spagna, vero?” anche alla modella bionda che è pronta per andare via e che la guarda timidamente. Insomma, questa Jo Squillo, volto ormai celebre di TV Moda non se la tira affatto. Plauso!

Deutsche Schule Mailand. Puffiamo?

No, non sono – completamente – fuori di testa.

E’ la mania del momento, i nani impazziscono…

Quindi lunedì pomeriggio, la Nana, Nitro & Glicerina, con altri della scuola e relative mamme, li portiamo al cinema.

Spettacolo delle 17,10: I Puffi (no 3D please). A parte la strada per trovare il cinema (UCI Cinema Certosa, mica così semplice…), a parte che abbiamo sbagliato sala ed eravamo tranquillamente sedute nella 7 o nella 8 anzichè nella 6, a parte che era la prima volta che la portavo io al cinema (è compito paterno la domenica mattina, in genere), eccoci nella sala buia, con questi robi blu.

La Nana in mezzo ai suoi due nuovi eroi: Nitro & Glicerina, fighi veri. Già penso a quando saranno grandi, a chi sceglierà lei… Mentre la madre decide che dobbiamo fare sacchi di euro con loro tre che sembrano una banda…rock! Uno alla chitarra elettrica, lei che canta, l’altro alla batteria. Non ci siamo, le rispondo. La Nana è appena stata iscritta alla scuola di musica, non è previsto che canti.

Allora stamattina lo chiedo alla diretta interessata: “Ti piacerebbe cantare?“.

Lei secca risponde: “No, io voglio recitare!

Vediamo cosa ne pensano alla Scuola Civica di Musica della Villa Simonetta… Dove non si recita…

E il film?

La dirò tutta: a me è piaciuto. Solo che avrei prolungato l’argomento Puffetta e il look. Scena: Puffetta da Fao Schwarz che scopre che al mondo puoi possedere (anzi, DEVI possedere!) più di un solo vestito (eccheDiamine!). Anzichè confezionargliene uno, e dico uno solo, avrei prolungato e ampliato questo momento magico di scoperta… Che so io, uno Yoox.com in versione PuffoShopping, ecco…

Deutsche Schule Mailand. La Nipotastra.

Sembra che quest’immagine non c’entri nulla con la Nipotastra, ma c’entra… Eccome se c’entra…

Entra in scena una nuova figura: la Nipotastra.

Nipote di… Figlia di…

La Nipotastra ha 4 anni, un viso angelico, due occhioni azzurri giganti da cerbiatta che pare un angioletto. Fa parte dei “piccoli“, una new entry, quindi. E fa parte della banda, anche.

L’asilo è iniziato da poco più di una settimana, ma già dai primi giorni la Nipotastra diceva alla madre che doveva venire a pranzo dalla Nana. La prescelta quindi.

Detto la prima volta, mi sono messa a sorridere. “Che carina“, ho pensato, “già sbava dietro alla sua Musa…“. Ma alla seconda volta in cui la madre mi ha detto che qui la cosa si faceva seria, ho fatto l’invito.

Oggi dunque la Nipotastra è qui da noi.

Prelevata a scuola, portata qui a pranzo.

Sul più bello del pranzo, tra un inseguimento e l’altro al povero gatto di casa, metto nel piatto un cordon bleu. Che, vabbé, l’ho capito pure io che non è cucina da guida Michelin, ma Dio santissimo, stiamo parlando di un pranzo veloce dopo scuola in cui le due mostravano i denti dalla fame. E stiamo parlando di un pranzo a due nane!!!

Mi prodigo quindi in chicche di patate – veloci – e nel mentre butto in forno il suddetto secondo! Dopo l’estenuante “mangia Nipotastra, mangia“, per farle finire il primo, eccole alle prese con il secondo. Metto nel piatto, taglio ad entrambe (così nessuna litiga sul “taglio da sola io che tagli da sola tu“), la Nipotastra guarda il contenuto ed esclama: “Questo piatto mi fa vomitare!“.

Sono basita, ieri l’Angelo da noi ha divorato tutto – Piccolini della Barilla verdi e fesa di tacchino grigliata – aggiungendo pure: “Tutto buono!“.

In quel mentre squilla il telefono. La madre, che esordisce con un: “…ha già iniziato a ruttare?“.

Cosa devo pensare?

Scusate, non posso dilungarmi, la Nipotastra è andata a fare la cacca e ora esige il bidet!

Deutsche Schule Mailand. La banda

Come accennavo nel post di ieri, oltre ai fab4 qui c’è di mezzo anche un marito. Sì, colui che a maggio scorso è venuto qui a dormire per la prima volta e dal quale la nana, è andata a dormire per la prima volta. Non dalla migliore amica, VeryVic, no, dal marito!

Prima fidanzato, ora marito appunto (a parte non sapere quando si siano celebrate le nozze…). D’ora in poi detto l’Angelo, non certo per le sue caratteristiche fisiche, né tanto meno per le sue doti caratteriali.

Dunque la nana e l’Angelo.

Pare che in giardino avvenga puntualmente l’incontro della coppia (non essendo più nella stessa classe, ma l’amore prosegue…).

In questi giorni i racconti della nana sono sempre sul tema: “Oggi l’ho visto, oggi ha dato un pugno in testa a VeryVic, com’era carino oggi con il camicino bianco, oggi si nascondeva…”.

Ieri all’uscita, come prima cosa, mi dice: “Sai mamma, oggi anche N. (parte della coppia Nitro & Glicerina, 2 fratelli imperdibili) si è aggiunto a noi ed eravamo così in 8 in giardino!

Ah, bene…

Sì, mentre l’Angelo era solo con D.

Non capisco, ma mi adeguo.

Fino a stamattina, quando ricevo dalla mia amica, mamma dell’Angelo, il seguente sms:

Questa mattina in auto l’Angelo ha detto: “mamma non voglio andare a scuola oggi”. Perché? “Perché la nana non mi lascia mai in pace in giardino”. Allora tutta la famiglia si è prodigata in consigli su come liberarsi della nana. Povera bimba! Comunque non credo molto a questa storia…

Povera illusa. La chiamo confermandole tutta la storia e mettendo insieme i pezzi.

Quindi la nana è a capo di una banda (mi stringe il cuore chiamarla “baby gang”)???

I consigli della famiglia sono stati pacati, una roba del tipo: “Fai così, tu la porti verso un altro amichetto o amichetta e poi la molli lì scappando come un forsennato”.

L’Angelo dubbioso ci ha pensato un po’ su. Poi ha trovato la sua soluzione: andarle direttamente incontro abbracciandola e riempiendola di baci, sicuro della fuga inorridita della nana.

Come sarà andata?

Deutsche Schule Mailand. La ripresa…

Una settimana fa l’inizio. Siamo tutte mamme più felici, indubbiamente. I mostri anche, però.

E tra i trasferimenti di quelli che prima erano i grandi alla prima Grundschule, i nuovi arrivi dei piccoli, il fatto che ora i nostri fab4 siano “i grandi”, restano delle certezze.

Prima di tutto, noi amiche! Circondate però da vecchie e nuove teste coronate, da parenti di vip e vipponi e star del cinema. Un bel daffare quest’anno.

I fab4, in secondo luogo!

Che si sono rivisti venerdì pomeriggio, al gran completo, alla prima festa dell’anno (quella del marito della mia nana). La nana appunto, VeryVic, il Principino e il BadBoy. Che non si è smentito, almeno dai racconti della mamma.

Vado ad illustrare l’episodio.

All’ennesimo cambio annuale, come da copione, la fresca au pair resiste solo 4 giorni. La povera amica, da poco alla sua terza prova materna, si ritrova arrabbiata e disperata alle prese con questa nuova, sconosciuta situazione da gestire: occuparsi di 3 figli, di un marito e di un cane, proprio nel mese di agosto!

Come se non bastasse il BadBoy le dice: “Mamma, ma non possiamo restare senza au pair. Non facciamola andare via, chiudiamola in camera!”.

Che abbia già capito che la povera madre non ce la farà? O, più semplicemente, che abbia già capito come gira il mondo?

Formentera mon amour… Kid’s Life. Dancing girls

Andiamo a prendere i nuovi arrivati alla Savina. I genitori stanno su una macchina, io e la nana, con l’amichetta di sempre sulla nostra.

Accendo.

Parto.

E le ascolto.

M: “Qual’è la tua canzone preferita?

nana: “Mmmmmm, Waka waka!

M: “A me piace Loca, la mia mamma me la fa ascoltare la mattina in macchina, mi fa impazzire!

5 anni

Invece quest’estate sulla nostra jeep umpazza, non so perchè, Wild Boys e Hungry like the wolf. Il tutto condito da una radio meravigliosa che trasmette solo musica anni Ottanta: Onda Melodia, sui 91,7FM, qui a Formentera.

DEDICO QUESTO POST E LA SUA MUSICA A CLAUDIA, CHIARA, LAURA E NICOLETTA!!!

Formentera mon amour… Kid’s Life. Or beach Life. Discorsi tra bambini. Edificanti e indicativi…

L’amichetto di turno – dopo aver visto, fotografato, disturbato e infastidito a mille Totti in spiaggia – le dice: “Sai che io a 4 anni ho ricevuto una lettera da Totti?

La mia nana, dopo un attimo di raccoglimento, replica così: “Sai che l’amica della mia mamma invece mi regala un sacco di libri?

Come a dire: due destini, due futuri…

Italia retrograda!

Stamattina. Suona il citofono, rispondo: “Buongiorno, ufficiale giudiziario, c’è il signor LUI?”

Panico. Cosa cacchio ha combinato questa volta?

Risposta: “No”. E basta.

La donna incalza: “Lei è la moglie?

Risposta: “No”. E basta. Meglio dire il meno possibile, in questi casi.

Lei deve restare un po’ perplessa, ed esitante mi domanda: “Ma, ho citofonato la casa giusta, mi sembra?

Risposta: “”. Meglio essere omertose.

Incoraggiata quindi l’ufficiale prosegue: “Allora è la convivente?

Ma perché non mi ha chiesto se ero la donna delle pulizie?

Risposta: “”. Questa volta non posso tirarmi indietro.

Allora, tutta pimpante per il suo successo personale, mi chiede di poter entrare o di andarle io incontro. Che venga lei.

Le apro la porta, la accolgo sulla soglia e subito attacco: “Ma com’è che quando serve noi conviventi non contiamo nulla, ma quando serve a voi allora va bene tutto?”. Glissa la domanda e mi chiede di poter entrare: “Sa, per non parlare dei fatti suoi all’aperto…”. La scusa.

Mi scosto, la faccio entrare e attacco di nuovo, con la bava. “Allora, come mai posso ritirare un documento – che si rivelerà solo una scocciatura per il Signor LUI – ma quando si tratta di cose più serie il convivente non esiste?”.

Ma guardi, io devo solo consegnare questa convocazione, quindi a me bastava che in casa ci fosse qualcuno, altrimenti avrei lasciato in portineria”. Quindi andava bene anche il Ben?

Morale: per le cose brutte la convivente va sempre bene, anche l’amante, nel caso; per cose belle o importanti, lo Stato riconosce ancora solo l’ufficializzazione della coppia. Che tristezza. Infinita tristezza. Basata su quella che è una farsa. Voluta, pensata e organizzata. Quando non imposta. Ah, se non ci foste arrivati, la farsa in questione si chiama “matrimonio”. Italia retrograda!

Uazzamericanbois. On the road. Sulla route 20 verso l’Oceano… Pacifico of course! Newport, Devils punchbowl, Depoe Bay (whale watching), Lincoln city. (day 6)

Oggi è giorno di gita. Ben due giorni di gita. LUI si è ripreso, ha pietà di me e quindi mi porta a pascolare. Sull’Oceano Pacifico per giunta!

La partenza da Albany avviene con uno splendido sole. Quindi si prospettano ottime fotografie.

Baci e abbracci con la Dinky, see you tomorrow, se non viene prima lei oggi al mare con la Diana e Phoebe (il retriever).

albany-newport

La strada verso Newport è bellissima. Si passa da Corvallis e poi si prende la route 20, immersa nel bosco, con attraversamenti anche su tratti nevosi. Splendido, conifere altissime, cassette della posta che sbucano all’improvviso dal nulla a bordo strada e che fanno intuire che da qualche parte nel bosco ci sia una casa. Questo è il bosco più bosco che abbia mai visto. Nemmeno la mia amica che vive nel bosco in Italia se lo sogna un posto così. Ma sempre mi domando come si possa vivere qui, se devi comprare il latte che fai? Dove vai? Non oso pensarci… È un eremitaggio, in parole povere…

Alla fine della route il bosco si apre su una strada in discesa che lascia intravedere laggiù in fondo dell’acqua. Il mare. L’Oceano.

Amazing Pacific Ocean – Photo by ViolaBlanca

L’esperienza più meravigliosa, vabbé che pignoli, una delle più meravigliose della mia vita. Una sola parola: infinito! Da togliere il fiato. Da non volersene più andare. Da pensare all’estate qui su questa che è una vera beach. Perché il Mediterraneo è calmo e talvolta ristretto (vedi il mar ligure), così ristretto che limita persino la mente (ahimé di molti ormai…) e le vedute. Qui non puoi non vedere il tutto di questo mondo, di queste onde, della sua spiaggia lunghissima e larghissima. Ma poi, da italiana, ti fermi un attimo e ti dici, che in fondo, qui il bagno non lo faresti di certo: sporca (poche storie, è sporca, non inquinata, ma sporca), ondosa (a meno che non si sia amanti del surf, windsurf e tutti i surf del mondo) e fredda. Vuoi mettere le placide acque di Formentera? Comunque sia, è da togliere il fiato.

Newport è una cittadina sull’Oceano con le classiche casette che si affacciano sulla beach, con la sua marina raccolta e il suo ponte incredibile. Newport è molto americana. Da non confondersi con la Newport che sta in California. Quella è la Newport Beach di O.C.

Già perché, se non lo avevate notato, negli USA moltissime città hanno gli stessi nomi. Perché? Perché quando sono state colonizzate le terre, chi se ne impossessava dava spesso il nome da cui proveniva e capitava quindi che gente proveniente dallo medesimo stato, città o regione europea appioppasse lo stesso nome alla sua nuova terra (per esempio Albany, dall’Albania). Ecco.

Detto questo prima di fermarci a Newport LUI mi dice: “Ora posso dirti il vero motivo per cui siamo qui!”. Oh mamma! Che paura, che spavento! “In questa zona, ma in particolare dove stiamo andando ora, ci sono gli avvistamenti delle balene, il whale watching”. Oh mamma! Quindi seguiamo la strada che da Newport conduce sulla costa verso Depoe Bay.

newport-devils punchbowl
Devils punchbowl – Photo by ViolaBlanca

Non prima però di aver fatto una sosta a Devils punchbowl, consigliatoci dalla Dinky. Qui il mare entra in un’enorme roccia scavata e quando è estremamente mosso gli spruzzi arrivano fino alla strada. Non oggi. Per me è agitato, ma evidentemente non dev’essere nulla in confronto alla sua reale potenza.

newport-depoe bay

Proseguiamo quindi verso Depoe Bay, zona in cui l’avvistamento delle balene è maggiore. E, guarda caso, la settimana dal 26 dicembre è quella in cui il passaggio è maggiore: si parla di una migrazione di 80.000 balene che dall’Alaska scendono in Baja Califonia per figliare. Secondo voi quante ne abbiamo viste? Zero! Ovvio, sebbene la gente sia posizionata sulla costa con tanto di binocolo, ci viene spiegato dal centro specializzato (il whale watching center) che le balene passano all’orizzonte.

http://www.whalespoken.org (logo)

Sapete a che distanza è l’orizzonte da riva? Molto, molto lontano. Nemmeno una balena è visibile ad occhio nudo. Il centro di avvistamento mette a disposizione binocoli e schermi che ingrandiscono l’orizzonte, ma in mezz’ora non c’è stato nulla da fare. Il giorno prima gli avvistamenti sono stati 27, quella mattina, fino al nostro arrivo, 15. L’allegato qui sotto aiuterà ad avere un’idea dei numeri di avvistamenti…

avvistamenti balene dal 26 dicembre 2010 al 1° gennaio 2011
http://www.whalespoken.org (page 1)
http://www.whalespoken.org (page 2)

Peccato. L’unica soluzione per poterle davvero vedere bene è l’uscita in barca, ma le condizioni meteo invernali non so se consentano le uscite. Al contrario, in primavera quando avviene il passaggio inverso, cioè il ritorno verso l’Alaska, tutto risulterebbe più facile. Il problema è che mentre in inverno la migrazione è concentrata in un periodo breve, in primavera-estate tutto è più dilatato. Quindi anche la possibilità di vederle con una certa frequenza.

Mi rifarò con i sea-lions, dai.

http://www.newportchowderbowl.com

Ora si va a pranzo e torniamo a Newport. Ci fermiamo al Chowder Bowl at Nye beach. Ci scofaniamo, io in verità, il Seafood Platter: Fried Fish, Shrimp, Oysters, Calamari, Clam Strips, Tiny Pacific Shrimp. served with golden fries, garlic bread and a cup of chowder. “You’ve never seen a platter so full“. Ecco, questa la descrizione del piatto. Ma nella sostanza nulla di che. La chowder (zuppa fatta con la carne contenuta nelle chele del granchio) è ottima, ma le ostriche fritte per una cultrice come me sono abominevoli. Non si può!!! E mai nessuno, dico mai nessuno, riuscirà a convincermi del contrario. Vorrei solo far notare che al tavolo vicino c’era una simpatica famigliola, il cui figliolo (eufemismo), mentre mangiava il suo bell’hamburger non perdeva occasione di pulirsi la bocca. Oh gioia, che personcina pulita… Peccato che lo facesse sulla manica della camicia a scacchi! Inguardabile! Solo dopo mie insistenti occhiatacce il padre si è alzato per prendergli dei tovaglioli…

http://www.oregonoyster.com

Mentre LUI spiluccava a causa di uno scarso appetito dilagante, leggiucchiava il da farsi e il da vedersi. E non mi trova mica la Oregon Oyster Farm, il paradiso per me? Si trova sulla Yaquina Bay, quindi dopo la marina di Newport.

yaquina bay jetties – Credits: alex1derr on flickr.com

Il paesaggio è molto bello. L’Oceano entra in Newport attraverso due jetties (moli) che convogliano le acque in una grande, enorme baia, la Yaquina Bay appunto. Grandi ville con molo privato si affacciano sulla baia, case disseminate qua e là, poche costruzioni. Fino ad arrivare alla farm. All’esterno cumuli, ma davvero cumuli di gusci d ostriche accolgono sognatori come me. L’interno è microscopico. Un negozio per la vendita e una vetrata che separa la zona di pulizia, lavaggio e apertura delle ostriche. Perché qui le vendono sia in guscio, che sgusciate (per quei folli che le mangiano fritte!). Oggi i lavoratori che potrebbero mostrarci come fanno il loro lavoro hanno la giornata libera. Decidiamo quindi di tornare domani mattina.

Oregon Oyster Farm – Photo by ViolaBlanca

Però che posto…

Yaquina Bay Bridge – Photo by ViolaBlanca
Yaquina Bay Bridge – Credits: http://www.allposters.it

Da qui facciamo un giro sul ponte che unisce la baia da un punto all’altro: lo Yaquina Bay Bridge, costruito nel 1936. Molto scenografico anche questo. Soprattutto con il sole al tramonto.

newport-lincoln city

Ora via verso Lincoln city, al nostro albergo.

The Starfish Manor Oceanfront Hotel (room 3) – Photo by ViolaBlanca

Quello scelto da LUI (sempre su tripadvisor) scopriamo essere al completo, ma la fortuna tanto per cambiare è dalla nostra: finiamo allo Starfish Manor Oceanfront Hotel, al primo posto tra quelli votati. Un sogno! Ci accoglie un tepore fantastico e una jacuzzi posizionata di fronte alle vetrate con vista sull’oceano. Per il dolce riposo un king size bed degno di tale nome.

Sogni d’oro, kisskiss…