Book Fight Show. Le contendenti (16 novembre 2014, ore 19,00, Palazzo Reale)

Ore 10,03.

Mi ricordo all’improvviso che stamattina, anzi ora, a radio 105 si parla del Book Fight Show con Rosario Pellecchia (arbitro n.1) e Fernando Coratelli (arbitro n.2). Apro la diretta web e via…

E siamo arrivati al dunque, al -2, si può già dire “dopodomani”. Gesù…

E’ il turno delle duellanti, vediamole, conosciamole, almeno proviamoci. E ascoltiamoci anche un estratto della diretta da radio 105…

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Book Fight Show. Le regole (domenica 16 novembre 2014, ore 19,00, Palazzo Reale)

Prima regola del Book Fight Show: al Book Fight Show ci si scontra a suon di parole

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Seconda regola del Book Fight Show: che non si dica che le donne parlano solo d’amore al Book Fight Show

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Terza regola del Book Fight Show: si duella solo due per volta, tre minuti a disposizione di ognuna, se ne salveranno solo tre

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Quarta regola del Book Fight Show: nella sfida finale ne resterà solo una

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Quinta regola del Book Fight Show: se qualcuna si accascia, è spompata, grida basta, fine del duello

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Sesta regola del Book Fight Show: al Book Fight Show viene valutato l’aspetto letterario e il livello performativo. Nulla di serio, tanto meno di serioso

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Settima regola del Book Fight Show: il giudice è sovrano, il giudizio inappellabile

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Ottava regola ed ultima regola del Book Fight Show: se è la vostra prima sera al Book Fight Show, non ve ne dimenticherete

(thanksss @LiteEditions_ & @goWareapps)

Io al BOOKCITY MILANO 2014, 13-16 novembre. Il BOOK FIGHT SHOW

FB_cover_book-fight_show_evento6Poi succede che un giorno ricevi una telefonata e durante questa telefonata ti viene chiesto se ti va di fare da giudice al Book Fight Show.

E allora tu pensi sì, che bello, grazie. Ma dopo una frazione di minuti che hai chiuso quella telefonata inizi a domandarti ma perché ho detto sì e soprattutto perché l’hanno chiesto a me?

Vi eviterò la risposta che mi è stata data (una cosa tipo “perché sei una cazzona”…ops, mi è sfuggito!) e sottolineerò invece la gioia e il gaudio, massimo, che stanno accompagnando le mie giornate-. Prima che questa gioia si trasformi ovviamente in panico e puro terrore, che sia ben chiaro.

Ma la causa è nobile, nobilissima:

NON SOLO D’AMORE SCRIVONO LE DONNE

Che si sappia!

Godetevi a questo punto il video (meraviglioso) e la locandina dell’evento con nomi, indirizzi e location..

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BOOKCITY MILANO 2014, 13-16 novembre

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LE PAROLE INVADONO LA CITTA’

Il trailer ufficiale di questa nuova edizione di BookCity Milano 2014 gira in rete già da qualche giorno. Veloce, accattivante e con un messaggio che condivido in pieno:

È l’ora di leggere!

Perché ripetiamolo una volta di più; in Italia non si legge, si legge poco, troppo poco per una nazione in cui la media di titoli pubblicati al giorno è pari a 175 (dati AIE, riferiti al 2013). Ripeto, al giorno. Un numero impressionante, soprattutto per chi come me

sogna di leggere tutti i libri del mondo.

Che sciocca, che follia, che utopia.

Le iniziative per diffondere la cultura sono in crescente aumento: dal Salone Internazionale del Libro di Torino al Courmayeur Noir in Festival, passando per il Festivaletteratura di Mantova e raggiungendo il Bologna Children’s Book Fair, deviando per il Pordenone Legge, scendendo al Pisa Book Festival fino a Roma per il Più Libri Più Liberi. E facendo una meritata sosta al Women’s Fiction Festival di Matera.

Ne ho tralasciati una valanga perché questa non è la sede di elencarli tutti (preziosissimi!). Ma per delineare un’identità geografica che ci accomuna: scriviamo e leggiamo, che si sappia!

BookCity è giunto alla sua terza edizione e con le sue 4 giornate di Incontri, Reading, Spettacoli, oltre 900 appuntamenti disseminati per tutta Milano e tutti i volti e i protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, vuole divulgare la lettura e la cultura nella sua pienezza e vuole dare visibilità a Milano come centro della produzione editoriale.

LA PAROLA ANIMA LA CITTA’

Tong Tong Nails SPA. Non mi è piaciuta perché…

tong tong 1Il passaparola è sempre la cosa migliore: se hai dubbi l’unica cosa è provare. E io l’ho fatto.

Ricordo di essere passata molto tempo fa per la via Lomazzo e di aver sbirciato dentro: una Nail SPA, una sola vetrina allora, se non ricordo male sui toni dell’azzurro. Ma non ci ero mai andata, non so come mai, non mi convinceva fino in fondo.

tong tong 2Poi la scorsa settimana la mia BC me ne parla: ci è andata, l’ha provata e mi lascia in casa bigliettini e prezzi, con le immagini relative al loro ingrandimento: due vetrine, arredamento bianco che più bianco non si può, posti per manicure e pedicure stile NY, salvo poi verificare di persona che almeno qui le vetrine sono oscurate.

La BC è positiva, si è trovata bene e il suo principale commento è stato riferito alla “velocità” con cui le ragazze del TONG TONG NAILS SPA di via Lomazzo le hanno eseguito mani e piedi.

tong tong 3Bene. Vedo i prezzi (foto allegata) e non sembrano male, anzi. Allora in un noioso sabato pomeriggio in cui avevo già finito di fare tutto quello che potevo (due teglie di parmigiana comprese), chiamo per un appuntamento di fine giornata. E ci vado.

tong tong 4Appena arrivo, inutile negarlo, resto piacevolmente colpita: l’ambiente è accattivante, pieno di ragazze in attesa sui divanetti sparsi nelle due sale a disposizione della clientela. Le lavoranti che effettuano manicure e pedicure, tutte rigorosamente cinesi (il nome della nail spa del resto profuma di Cina) hanno una divisa rosa e viola e indossano anche una mascherina sul volto. La signorina che mi accoglie (e che ha preso l’appuntamento al telefono) è gentilissima, parla un italiano preciso (accento milanese) e gira tra le stanze controllando il grado di asciugatura dello smalto delle clienti che siedono ai divani per poi “liberarle” e permettere di nuovo di indossare le scarpe. (Piccola nota di colore: tutte, ma proprio tutte le clienti oggi o indossano stivali – che trovo inappropriati per la giornata – o orride scarpe da ginnastica, solo una come me le Converse: ma che è, la giornata della comodità?)

Vengo fatta subito accomodare per la pedicure. E mi accascio, letteralmente. Peccato solo che appena messi i piedi in acqua scatto perché bollente. Male.

Chiedo una pedicure senza smalto, ma pare proprio che non sia gradita perché insiste per mettermi almeno uno smalto trasparente. E vabbè.

Accorcia le unghie, le lima, sistema le pellicine, scrub, massaggio. Durata: nemmeno 15 minuti.

Qualche minuti per far asciugare lo smalto e poi via al banchetto della manicure. Idem con le operazioni di rito, durata altri 15 minuti, forse esagero. Anche in questo caso insiste per lo smalto, acconsento a quello trasparente. E sia.

tong tong 5Mi accomodo sul divanetto con un nail dryer sulle gambe sotto cui inserisco le mani per l’asciugatura dello smalto. Altri cinque minuti, insomma nel giro di 40 minuti sono fuori.

Risultato: le unghie delle mani e dei piedi sono state tagliate in maniera errata, non seguendo la forma naturale dell’unghia, ma tagliandola agli angoli, errori che non va mai fatto. Le cinesi forse sono brave a stendere lo smalto, ma nel mio caso non fa testo: quello trasparente lo sa stendere anche mia figlia di 6 anni.

Per il resto boccio.

Qualche metro più in là, nella stessa via, c’è infatti la mia abituale estetista, l’unica, la sola.

Mai lasciare la strada vecchia per la nuova… Almeno ci ho provato.

P.S. DIMENTICAVO LA COSA PIU’ IMPORTANTE: STRUMENTI NON SIGILLATI (ogni volta che vado dalla mia estetista gli strumenti sono sigillati perchè sterilizzati e le limette sono sempre nuove…vuoi mettere?)

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Acqua amara.

Noi due, sedute sulla vasca, abbracciate e umide di lacrime. La tua mano che sfiora il mio viso e il mio collo, poi insiste più coraggiosa, quasi a voler riconoscere quella pelle dimenticata. Il senso di appagamento è infinito, questo momento mi regala una sensazione nuova, o forse solo dimenticata. Questo è quello che si prova ad essere confortate, abbracciate, accomunate da questo dolore? Chissà a cosa pensavi, siamo senza parole, soffocate e singhiozzanti. Ma sono certa che anche per te è stato unico. Incredibile pensare a cosa ci si può perdere nella vita… Mamma.

Miss Comedy, cicogna rosa in casa Mondadori

Credits: Mondadori

Immaginate l’indecisione, l’eterno dilemma: “Che libro mi porto via per queste vacanze pasquali?”. Già, capita sempre, soprattutto quando devo prendere un aereo anziché la macchina e il peso dei bagagli incombe. La decisione si fa seria e pesante: non posso portare tutto quello che vorrei per sentirmi sicura e coccolata dalle parole che i libri sanno racchiudere e regalare.

Quindi bisogna avere le idee chiare su quello che si vuole. Svago. Diversivo. Sorrisi. Sospiri. Immedesimazione (guai se mancasse). Leggerezza (non guasta mai per staccare davvero). Sogni. Amore. Un cocktail perfetto per sdraiarsi al primo sole che finalmente mi scalderà.

E così è stato. La scelta è caduta sulla nuova collana pubblicata da Mondadori. Si chiama Miss Comedy e propone 15 titoli femminili (del tipo “Sex and the city“, “Ma come fa a far tutto?“) in una veste rinnovata super fashion.

Credits: Mondadori

I titoli che mi sono arrivati.

La coguara urbana di Laura Lorenza Sciolla

Chissà se il cloro, oltre i microbi, elimina anche le inibizioni… mistero. Fatto sta che Silvana, single cinquantenne, finita al corso di sub per accompagnare la nipote, si ritrova a fantasticare su Giuseppe, un ragazzo fulvo e villoso che ha la metà dei suoi anni. Da professoressa di lettere qual è, si sente già come la protagonista di una storia d’amore e passione a metà fra la tragedia epica e il film splatter. Dopo anni di istinti repressi, si sente più libera che mai: ha voglia di immergersi in mari burrascosi e di rischiare – anche di innamorarsi! Ma l’amore segue correnti imprevedibili: Silvana si avventura nella selva di internet e delle chat, dove s’incontrano animali d’ogni specie…

Non sparare, baciami di Sharon Krum

Jane Spring vive a New York e lavora come viceprocuratore distrettuale collezionando successi. Lo stesso non si può dire della sua vita sentimentale: pur trovandola molto attraente gli uomini scappano dopo il primo appuntamento. Cresciuta secondo le rigide regole militari del padre e vedovo, non ha mai avuto un modello femminile. Un giorno, di colpo giunge l’illuminazione: vede una serie di film con Doris day. E capisce ciò che gli uomini desiderano davvero: una donna con sani principi morali, ma soprattutto femminile, sottomessa, zuccherosa… tutto quello che lei non è! Jane si trasforma in una copia perfetta dell’attrice e il successo è garantito…

Il tato di Holly Peterson

Jamie sembra avere tutto quello che si può desiderare: un marito attraente e facoltoso, tre figli adorabili, un ottimo incarico presso una rete televisiva, un bell’appartamento a New York. A volte, però, l’apparenza inganna: il marito è un avvocato di grido arrogante e superficiale e a soffrirne è il figlio Dylan. Così Jamie decide di assumere qualcuno che si occupi di lui, ma l’ingresso in casa del “tato” Peter Bailey ha un effetto dirompente sul ménage domestico, soprattutto su Jamie. Perché Peter è giovane, bello, molto simpatico e anche affidabile…

Credo di amarti di Allison Pearson (autrice, tra l’altro del notissimo Ma come fa a far tutto?)

Petra ha tredici anni, vive nel Galles e adora David Cassidy, popolarissimo attore e cantante americano. Quando partecipa a un quiz che mette in palio un viaggio per incontrare l’uomo dei suoi sogni, grande è la delusione per non essere stata selezionata. Ma a volte l’appuntamento con il destino è solo rimandato. Venticinque anni dopo Petra scopre che la madre le aveva tenuto nascosta una lettera che le annunciava la vincita. Nonostante sia passato tanto tempo, decide di reclamare il suo premio: pur avendo conosciuto delusioni e dolori, è convinta che la vita abbia ancora qualcosa in serbo per lei. Ed è proprio così.

Ricordami ancora…perché ho bisogno di un uomo? di Claudia Carroll

Amelia Lockwood, trentasettenne irlandese di Dublino, fa la produttrice in una popolare soap-opera televisiva e conduce la classica vita indipendente di una single. Desidererebbe molto sposarsi e avere una famiglia sua, ma fino ad ora i suoi rapporti con gli uomini sono stati fallimentari. Decide così di iscriversi, un po’ per gioco, un po’ confidando in un risultato positivo, a un corso che promette alle donne sopra i trentacinque di trovare marito in un anno. Il principio fondamentale del corso è ricontattare tutti i precedenti fidanzati per capire quali errori sono stati commessi. E così Amelia si ritrova a malincuore a incontrare tutti gli amori della sua vita dai sedici anni in poi, con dei risultati esilaranti e sorprendenti…

Mondadori non è la sola ad aver fatto le cose in grande: qual è il Miss Comedy style? Vogue look! Ad accompagnare le letture un magnifico paio di occhiali della linea Vogue. Non male, non male…