Expo 2015, Milano. German Pavillon

Il Padiglione della Germania è sicuramente quello che ha fatto centro!

Il tema food si accavalla a quello della sostenibilità e della sharing economy, la tecnologia impiegata per utilizzare al meglio le risorse mette al centro di tutto l’uomo. Tanta interattività, compreso il magico “Seedboard“, magico cartoncino su cui scorreranno filmati e immagini che illustreranno meglio le tematiche trattate.

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Expo 2015, Milano. Cose (semiserie) da sapere

Expo, il logo
Expo, il logo

Come affrontare l’Expo? Quando andarci? Da dove iniziare? Cosa vedere? Cosa saltare?
A questa e ad altre domande cercherò di rispondere grazie alla giornate, mattinate, pomeriggi, momenti liberi che mi fanno andare all’Esposizione Universale.

Prima di tutto: andare con i bambini, sì o no?
Ma ovvio che sì (basta che non rompano).
Io ci sono stata con la mia e con 2 sue amiche, tutte di 9 anni. D’accordo, non sono delle piccole mocciose e le si può portare a vedere quasi tutto (siamo perfino riusciti a scamparci il padiglione della Coca Cola che si erano imposte di visitare….). Quindi c’è talmente tanto da far vedere anche a loro, così da renderli partecipi, che una visita con i figli è davvero un dovere morale.
Detta questa che pare un monito da nonna, basta poco per fare felici anche i nostri adorabili mostri, ehm, creature. Uno zainetto con una bottiglia d’acqua da casa, viveri che possono sbocconcellare in ogni momento (MAI all’interno dei padiglioni) e per tutto il resto l’Expo ha da offrire quanto vi serve.

Acqua.
Di sete non si muore..
In più punti sono presenti i rifornimenti d’acqua (CASE DELL’ACQUA – WATER KIOSK) – ANCHE FRIZZANTE – tanto che vi sembrerà paradisiaco bere dalla fontanella acqua con le bolle.

Bagni.
Fare pipì è un diritto internazionale.
In più punti anche i servizi, puliti, colorati, giganteschi e non ho mai trovato fila. Mal che vada vi capiterà di trovare un corridoio chiuso perché lo stanno lavando.

Facendo un passo indietro, cioè ancor prima di arrivare all’Esposizione….
Biglietto della metro.
Mica vero che costa 2,50€ sempre, ovunque e comunque.
A seconda di dove prendete il metro troverete prezzi differenti. Per esempio, dall’ultima fermata del metro in Milano, Molino Dorino, il suo prezzo è di 1,90€. Da Lotto invece 2,00€.
Quindi ocio, non date all’edicolante già 2,50€, che non si sa mai.

Ma torniamo dentro all’Expo.
Consiglio di non arrivare all’apertura, ma qualche minuto (momento, mezz’ora) dopo se volete evitarvi le code disumane di questi giorni. Vi ricordo che si passa al metal detector come e manco fossimo all’aeroporto, quindi se pensate di portarvi la forbicina perché volete farvi le unghie all’aria aperta, ecco, lasciate stare. Anche voi che volete piazzare una bella bomba, lasciate perdere, ve la beccano. E pure quel fucile a canne mozze, aria gente, aria.

Timbri.
Come il Cammino di Santiago.
Potrete testimoniare (e conservare per i posteri) il vostro passaggio a Expo Milano 2015: voi c’eravate! Ogni padiglione ha infatti in dotazione un magnifico timbro (di ogni fattezza e dimensione) che potrete apporre in ogni dove. Il primo posto che mi viene in mente è la mappa di cui dovete dotarvi una volta superati i tornelli di entrata. Troverete dei gentilissimi signori con giubbottino giallo fluo che ve ne forniranno uno, centomila.
Una gioco in più per coinvolgere la prole.

Cibo.
Non si vive di solo scarpinare.
E quindi la pancia va riempita. Ne ho sentite di tutti i colori (e di tutti i prezzi). In realtà ce n’è per tutti: lo street food dei caratteristici kart, le mense alla buona, i baretti, i ristoranti sparsi un po’ ovunque e i ristoranti di alcuni (non di tutti) i padiglioni.
Esempio: il primo giorno ho pranzato “per dovere” al German Pavillon – cibo tipico naturalmente: dallo stinco, al crauto, dal Bratwurst al cavolo rosso passando per il purè e finendo con la classica birra. Prezzo: 20€ a persona.
Il risottino di Oldani (Davide) è ancora lì che mi aspetta, ah, ma arrivo prima o poi…

Consiglio se venite per la prima volta.
Poiché la sede espositiva di Expo ha delle proporzioni davvero enormi, mettevi il cuore in pace e rassegnatevi al fatto che tutto non lo potrete vedere (con una sola visita intendo – a quel punto intervengo io che ci vado spesso, sempre, assai… e vi racconto tutto).
Entrati dopo i controlli di sicurezza il mio suggerimento è di prendere la navetta che fa il giro (esterno) e che passa molto frequentemente; dalla prima fermata (F1o F2) scendete alla fermata F6, lato opposto del Decumano (sapete vero che il lungo corridoio che conduce dall’inizio alla fine si chiama Decumano e che forma insieme al Cardo bla bla…? Toh, leggi QUI).
Dalla F6 rientrate nell’area e che il tour abbia inizio!

Code.
Della serie “ma quando farà veramente caldo, l’ora e quaranta di attesa al Padiglione del Giappone cosa sarà mai?”.
Eh, non lo so davvero, diciamo che se sono cortesi, furbi e intelligenti tutti i padiglioni si dovranno dotare di parasol dalle proporzioni inenarrabili come quelli che ho visto fuori dalla Malaysia (spero non fosse un caso).

E per finire…
Farmacia: se ne avete bisogno, c’è.
Polizia, esercito, caramba, pompieri, ambulanze, crocerossine, infermiere, buttafuori e chi più ne ha più ne metta: ne abbiamo.
Pallino rosso del “voi siete qui”: che vi importa, avete lo smartphone!
Voglie improvvise di bollicine: Ferrari Spazio Bollicine, esiste!
Manganelli per randellare le orde di scolaresche che vi schiacciano i piedi, che fanno caciara e casino: trovateli!

Insomma, mi pare di aver detto le cose principali.
Non so se dirò cosa vedere e non vedere, credo che ognuno debba camminare e valutare. Io pubblico fotografie, ma poiché sono rana dalla bocca larga chissà dove mi spingerò…

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Fuori Expo Rho 2015 Experience. Tutte le curiosità che ancora non sapete su Expo

45 giorni all’EXPO

Ieri si è tenuta la conferenza stampa per illustrare a noi giornalisti cosa sta facendo (per meglio dire, come sta ultimando il suo lavoro) il comune di Rho per accogliere Expo e i suoi visitatori.

La bellissima e luminosissima cornice del Caffè Letterario (via Rovello,2, Milano) ha accolto le parole di Pietro Romano, sindaco in carica a Rho, per illustrare le tante attività legate al Fuori Expo Rho.

Senza titolo

Prima di tutto lo spostamento dell’uscita della metropolitana con il piazzale che si affaccia direttamente sui cancelli di entrata ai padiglioni di Expo e la modifica del nome della fermata in Rho Fiera Milano Expo 2015. Stessa sorte anche per la fermata delle FS cui verrà cambiato in Rho Fiera Milano Expo 2015, per permettere a tutti, soprattutto ai moltissimi turisti stranieri, di individuare immediatamente dove si trovano.

Ma è grande e stupefacente la curiosità sul grande piazzale antistante l’entrata ai cancelli di Expo che, in collaborazione con l’Accademia di Brera, ospiterà una vera e propria opera realizzata dai visitatori stessi. Tantissime tessere azzurre (ne prevendono fino a seicentomila) costituiranno il più grande mosaico mai realizzato a formare un immenso acquario (acqua simbolo di vita) che ognuno potrà personalizzare con i dati personali e segnare così il proprio passaggio. Ma il progetto si fa davvero pretenzioso, perché ogni tesserina sarà dotata anche di geolocalizzatore. Ne vedremo delle belle.

Il Fuori Expo Rho vanta numerose altre irrinunciabili esperienze tra cui ogni visitatore può scegliere.

Sotto l’egida di Terre di Expo, il consorzio Distretto33 organizza il FuoriExpoRho2015 che programmerà da Maggio a Ottobre una ricca serie di eventi. Approfondimenti, convegni, degustazioni a Rho e, sul territorio del Nord Ovest, visite guidate, eventi nelle zone limitrofe ad EXPO MILANO 2015 e in tutta Italia, con la finalità di valorizzare sia i territori limitrofi al sito dell’esposizione internazionale che tutte le eccellenze italiane.

Art Design Box. Uno spazio integrato nel Fuori Expo Rho 2015 con oltre 600 mq di spazio espositivo dedicato all’arte e al design industriale, aperto al pubblico e a disposizione delle aziende, per esposizioni, show room, presentazioni, sfilate. Ma anche uno spazio lounge, di relax e stimolante nello stesso tempo.

StreetFood On The Road® è un progetto che ha l’obiettivo di promuovere il buon cibo da strada italiano e internazionale, unendo i paesi e le culture del mondo attraverso la condivisione di esperienze di gusto e la valorizzazione delle eccellenze alimentari diffuse sul territorio (aziende, consorzi, realtà produttive locali), la tradizione più autentica del cibo semplice, fatto con prodotti genuini, come si usava una volta.

(Grazie a Francesca Lovatelli Caetani)

 

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Sempione: «Milano avrà le sue Ramblas»

Da piazza Firenze all’Arco della Pace, il progetto dell’architetto portoghese Alvaro Siza per ridisegnare la città dell’Expo.

Le Ramblas a Barcellona, gli Champs-Elysées a Parigi, l’Unter den Linden a Berlino. Corso Sempione a Milano. Il progetto è pronto, la firma è di un’archi-star — il portoghese Alvaro Siza — l’obiettivo è sempre quello: l’Expo 2015. Quello del «nuovo salotto di Milano» per ora è solo un progetto. Ma a Palazzo Marino piace parecchio. A fare gli onori di casa, ieri, l’assessore ai Trasporti Edoardo Croci. Ma il nome di Siza è uno di quelli che piace alla stessa Letizia Moratti: in passato lo aveva già indicato tra le matite che avrebbero dovuto ridisegnare la Milano del domani. Il tutto muove tutto da una semplice considerazione.

L’asse viario di corso Sempione è largo, larghissimo. Novanta metri. Più degli Champs- Elysées, per esempio, che occupano «solo» 58 metri. La posizione strategica e il richiamo alla storia fanno il resto. Corso Sempione deve allora diventare l’«asse identitario» della città. Lungo i suoi quasi due chilometri devono esserci i simboli di Milano. A partire da Leonardo. La riproduzione del suo cavallo «trotta» da quasi dieci anni all’ingresso dell’ippodromo. Andrà in via Melzi D’Eril, a pochi metri dall’Arco della Pace. Da dove partirà il nuovo viale alberato: pedonalizzato nella corsia di mezzo, almeno per metà. Le auto circoleranno nei controviali e, da via Domodossola fino a piazza Firenze, anche nella carreggiata centrale.
Lungo il percorso, poi, i padiglioni a tema Expo. Fino a piazza Firenze. Grigio e anonimo snodo di semi – periferia oggi, polo culturale d’eccellenza domani. Quattro padiglioni, in altrettanti spicchi della piazza. Dentro, la serie dei dodici arazzi dei mesi di Bramantino. Una stagione per padiglione. E ancora: sempre in piazza Firenze non è da escludere che possa nascere un vero museo. Magari quello della città di Milano, dove raccogliere i capolavori poco valorizzati da collocazioni museali non sempre «illuminate». Soddisfatto l’assessore Croci che sottolinea però come l’iter del piano Sempione sia ancora allo stato iniziale. E soddisfatto anche il collega al Verde, Maurizio Cadeo: «È il tentativo di trasformare quello che allo stato è un asse viario in un luogo con un’identità».
01Corso Sempione: da piazza Firenze all’Arco della Pace, il progetto dell’architetto portoghese Alvaro Siza per ridisegnare la città dell’Expo. Nella foto, il rendering con in primo piano l’Arco della Pace
02Corso Sempione è più largo degli Champs-Elysées, 90 contro 58 metri, e lungo quasi due chilometri
03Piazza Firenze ridisegnata con tanto verde e quattro padiglioni, in altrettanti spicchi della piazza, per gli arazzi dei mesi di Bramantino
04Dall’Arco della Pace partirà il nuovo viale alberato: pedonalizzato nella corsia di mezzo, almeno per metà. Le auto circoleranno nei controviali
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Lungo il percorso i padiglioni a tema Expo, fino a piazza Firenze
06In piazza Firenze sono previsti quattro padiglioni, in altrettanti spicchi della piazza. Dentro, la serie dei dodici arazzi dei mesi di Bramantino. Una stagione per padiglione
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