Caro Babbo Natale… (2013)

Bambina_arrabbiata_con_cappello_di_Babbo_NataleCaro Babbo Natale ciao.

Anche quest’anno sono qui a scriverti la letterina, cioè, la sta scrivendo la mamma, anche se io sono nella seconda classe, ma mi piace la tradizione che abbiamo: io chiedo, la mamma scrive brontolando e dicendo “questo sì, questo no”, e ovviamente anche questa volta non ha perso occasione per farlo. Ma ho controllato, ho visto che ha comunque scritto tutto.

Come sono stata io? Beh, tutto sommato direi brava. A parte aver preso proprio venerdì scorso la mia prima nota, ma legata al comportamento, ok, ci sta, no? Io non ci credo che tu sei stato sempre così bravo, guarda che so come funzionano le cose. Nessuno si salva, nessun escluso. A scuola vado bene, ok, quando non sono distratta, ma non è colpa mia. E poi dico io, come si fa a stare sempre attenti? Io voglio vivere, voglio divertirmi, i miei amici contano. A partire dalla Vicky, sempre presente, poi Oliver, Niccolò (che ha un posto speciale nel mio cuore, ma non lo dire a nessuno), poi la Dodi, Ale e tutti gli altri.

Ma non divaghiamo.

La mamma dice che se non mi comporto bene inizia a levare un regalo per volta, fino a quando, lei pensa, non ne resterà nemmeno uno. Non oso pensarci! Può davvero farlo? Dimmelo, ti prego. Può davvero fare in modo che io non riceva i regali? Che tragedia sarebbe!

Io ci provo a fare la brava, davvero, ma ogni tanto mi distraggo. Poi anche la mamma, diciamola tutta, non è questo stinco di santa. Mica è facile fare tutto quello che vuole lei…

Quindi spero di ricevere questi regali, mi sembrano anche pochi. Poi del resto, la mamma e il papà lo dicono sempre, non sono brava, sono bella!

Grazie Babbo Natale, sei sempre il mio mito.

Tua Viola

  1. Macchina elettrica della Barbie (seeeeeee, sogna bella, e poi, dove pensi di parcheggiarla? Zero! Guai solo se qualcuno osa pensarci! Inoltre, grazie al cielo ormai non ci entrerebbe più!)
  2. Cavallo della Barbie che va da solo
  3. Skylanders (le foto dei personaggi che vorrebbe sono più sotto: Rattle Shake già preso)
  4. 2 maschi della Berbie, il Ken insomma (e qui c’è l’imbarazzo della scelta, anche se quello vestito da gran galà con la giacca bianca è il suo top…santa miseria)
  5. Barbie Freundebuch (già commissionato alla teutonica numero 5)
  6. Vestiti per Ken (poveraccio, mica lo vorremo far girare per casa con il bigolo al vento…)
  7. Orologio (che sarebbe pure l’ora che imparasse a leggerelo)
  8. Microfono superglitterato vero che si trova solo da Buba (il mitico negozio delle drag queen a Porta Venezia che lo so che fa un po’ specie, ma vuoi mettere?)
  9. Libri in tedesco (già commissionati alla teutonica)
  10. Libri in italiano sui vampiri (della serie Vampiretto)

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Caro Babbo Natale… (2012)

Caro Babbo Natale… (2011)

Caro Babbo Natale… (2010)

Caro Babbo Natale… (2009)

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Press day @No Words (6 novembre 2013)

Anche quest’anno l’ufficio stampa No Words ha aperto i suoi battenti alla stampa (ma come sempre, non solo). Si è tirato a lucido e si è messo in bella mostra per offrirci un viaggio nel mondo della sua vasta clientela. Marchi consolidati e new entry.

La mia personale Virgilio è stata come sempra la mitica Valeria Pink. Non puoi non essere felice quando le stai accanto…

Me & Valeria Pink
Me & Valeria Pink

Iniziate il tour insieme a me.

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Deejaynellarmadio Exibition: serata d’inaugurazione ieri sera allo Spazio Calabiana

Il percorso fotografico che vi condurrà negli armadi dei Dj della Radio più famosa d’Italia

DeejaynellarmadioIeri sera si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica Deejaynellarmadio presso lo spazio del Progetto Calabiana.

Una serata per ammirare i 34 scatti ai volti più noti ed amati della nostra radio preferita, Radio Deejay (what else?) che il pluripremiato Pietro Baroni ha “rubato” in improbabili situazioni domestiche ai nostri beniamini. Ci sono tutti, proprio tutti: Linus (che gironzolava anche ieri sera), Albertino (disponibile a farsi immortalare dai numerosi ospiti), dj Angelo (che ho intravisto alla fine), Roberto Ferrari (oserei dire riconoscibilissimo), Michele Mainardi (vecchia conoscenza grazie alla diretta della trasmissione con Andrea dal Chezz Gerdi per Formentera for… Deejay) e tanti altri. Appesi in bella mostra invece tutti e 34 più belli che mai.

Da oggi la mostra è aperta al pubblico (ingesso gratuito) sino al 15 novembre. E ricordate che tutto viene fatto per una buona, ottima causa: il ricavato della vendita delle opere e del catalogo sarà devoluto in beneficienza all’associazione Dynamo Camp. Quindi, mano sul cuore. L’altra, al portafoglio.

Ringrazio doverosissimo alla mia amica, la pr più cool di Milano per l’opera titanica e il magnifico risultato ottenuto, sin da ieri sera: Beatrice Pazi. La cosa sorprendente di Bea? Oltre alla evidente e riconosciuta bravura il fatto che sia sinceramente devota ad ognuno, bello o brutto, in or out, per chiunque una parole, un sorriso. Sempre.

Beatrice Pazi in uno scatto di Davide Manea | MZNG®
Beatrice Pazi in uno scatto di Davide Manea | MZNG®

Ringrazio altrettanto doveroso @NoWords per il mio outfit Sweet Matilda. Grazie anche @No Words per avermi omaggiata con la cover iPant per il mio iPhone che mi ha accompagnata durante la serata.

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Il comunicato.
Milano 2013 – Il prossimo 30 Ottobre 2013 si aprono le ante della mostra fotografica Deejaynellarmadio, che vedrà voci e volti di Radio Deejay aprire i loro armadi davanti all’obbiettivo del fotografo milanese Pietro Baroni, già autore del progetto fotografico Milan Closets, vincitore di un Honorable Mention Prize, all’International Photo Awards 2012.
Il percorso fotografico nasce dallo sguardo creativo di uno di loro, Gianluca Vitiello, che ha unito la sua passione per la musica con quella per la moda e le culture urbane, dando vita ad una esposizione che racconta in modo assolutamente inedito un luogo quasi mistico: la cabina armadio dei deejay della Radio.
L’idea prende vita dal blog di Gianluca www.deejaynellarmadio.it , che offre uno sguardo inedito sugli incontri tra la moda e la musica, con attenzione anche per la street art, i linguaggi urbani, il design.
Benvenuti nell’arredamento di questo millennio, dove l’armadio e i suoi contenuti diventano il simbolo di nuove storie da raccontare, attraverso una loro interpretazione artistica pop e contemporanea, che ne farà da lente di ingrandimento. Prendono così vita opere fotografiche scandite da un interminabile ritmo musicale di stanze private, dove i colori degli abiti dettano la personalità di ogni protagonista, lo stile, i segni distintivi e i loro interessi. Al loro interno troveremo elementi unici, curiosi, divertenti, interessanti e a loro modo eccezionali, proprio come le voci di Radio Deejay.
Il ricavato dalla vendita delle opere e del catalogo della mostra, sarà devoluta in beneficenza all’associazione Dynamo Camp www.dynamocamp.org, che rivolge il suo aiuto a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi o croniche sia in terapia attiva che nella fase di post ospedalizzazione.
Alziamo il volume, apriamo gli armadi, verso un percorso fotografico che regalerà emozioni, stimoli, aprendo la strada ad una nuova interpretazione del ritratto e del concetto di lifestyle!

AAA affittasi camere in villa a Formentera. The place to be…

Come già accaduto per un precedente annuncio di affitto per le vacanze all’Isola d’Elba (qui), anche oggi mi occupo di vacanze. E che vacanze…

Si tratta di un annuncio che ho appena pubblicato sul sito Airbnb: cliccate qui per visualizzarlo.

Se già conoscete l’isola, la perla delle Baleari (Spagna), già sapete di cosa sto parlando. Ma specialmente per chi non ci è mai stato, una vacanza a Formentera offre la possibilità di scoprire tutto quanto questa sa offrire: un’acqua cristallina incredibile, nulla da invidiare ai lidi più lontani, a solo un’ora e mezza di volo da Milano. Ma anche una natura selvaggia che incontra perfettamente lo spirito hippy dell’isola.

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Guendaland alla Maison Moschino, Milano 8 maggio 2013

Si è svolta ieri sera l’esclusiva festa per celebrare

GUENDALAND EVOLUTION

UN ANNO DOPO UN GRANDE EVENTO PER IL PRIMO ANNO DELL’E-COMMERCE GUENDALAND

INVITO-3La Maison Moschino ha aperto le sue porte e addobbato lo spazio esterno per una serata molto glamour. Ad accogliermi la sempre effervescente Valeria (che per me resta Pink, anche se ieri sera molto Yellow!).

E inizia il giro. Prima uno scorcio alle immancabili scarpe di Alexander Smith London, poi si entra nella sala dedicata al mondo di Guendalina Canessa.

Le scarpe della sua linea in anteprima: tacco vertiginoso a terminare con un rivisitatissimo lecca lecca e l’eau de parfum per uomo e donna.

Photo by Violablanca
Photo by ViolaBlanca
Photo by Violablanca
Photo by ViolaBlanca
Photo by Violablanca
Photo by ViolaBlanca
Photo by Violablanca
Photo by ViolaBlanca

Ma anche i costumi da bagno di Francesca Conoci

Francesca Conoci - Photo by ViolaBlanca
Francesca Conoci – Photo by ViolaBlanca

la bigiotteria dolce di Haribo Bijoux

Haribo Bijoux - Photo by ViolaBlanca
Haribo Bijoux – Photo by ViolaBlanca

le borse La Fille des Fleurs; i gioielli di Marlù; le borse Too

Too - Photo by ViolaBlanca
Too – Photo by ViolaBlanca

Poi si torna fuori per l’aperitivo offerto e la degustazione delle specialità di un catering d’eccellenza a cura del pluripremiato chef Andrea Zanin.

Grazie No Words!

Le chicche.

Inquietanti mise, improponibili accoppiate, è stata una sfilata vera e propria. Non sempre riuscita. Scarpe di tutte le fogge, si è puntato sullo strafare. Abiti in chiffon con code svolazzanti, numerose ospiti si sono ritrovate a guardarsi l’un l’altra incapaci di riconoscersi, soprattutto di distinguersi. Ovvi e scontati tripudi di tette (rifatte, ovviamente), biancheria intima lasciata nel cassetto di casa, toy boys al guinzaglio, scene azzardate di rincorsa al VIPPONE di turno (un fattucchiere recuperato dagli archivi di canale 5, una starlette feticista dei piedi magra tanto magra, un calciatore attaccabrighe in pensione, una superstite profuga di un’isola che non c’è più dai lunghi capelli lisci, tanto per citarne alcuni)… Meno male che la mia scelta è caduta sulla sola e unica numero 1!

Me & Selvaggia Lucarelli - Photo by ViolaBlanca
Me & Selvaggia Lucarelli – Photo by ViolaBlanca

Per saperne di più.

Guendaland, l’e-commerce nato dalla passione per la moda degli imprenditori Guendalina Canessa e Giovanni Ruvolo, in arte “Dorian” , spegne la sua prima candelina con un grande evento.

Il sito, completamente rinnovato, e le nuove collezioni verranno presentati in esclusiva alla stampa l’8 MAGGIO 2013 DALLE 18:30 PRESSO L’ESCLUSIVA MAISON MOSCHINO DI MILANO IN VIALE MONTEGRAPPA 12, insieme a numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e partner prestigiosi tra cui Serena Cecchini, Suarez Parfums e Vipi Creation.

Guendaland, nato per dar spazio e opportunità di vendita a brand emergenti, ha riscontrato fin dal suo esordio un enorme successo generando sempre nuove partnership che hanno portato Guendalina e Dorian al lancio di una linea propria a marchio Guendaland: scarpe, t-shirt, profumi e molto altro.

Una sfida importante di cui i due imprenditori sono orgogliosi di mostrare il risultato, unito al restyling del sito, affidato all’agenzia Monkey, che permetterà una navigazione ancora più user friendly.

Ad un anno di distanza – afferma Guendalina Canessa – l’adrenalina è sempre più forte e insieme al mio socio Dorian vogliamo cercare di fare la differenza. Prima di buttarci su una linea tutta nostra abbiamo lavorato tanto alla ricerca del “particolare” per presentare qualcosa di singolare e sono sicura che ci siamo riusciti. Posso solo dirvi che, vi stupiremo per la fantasia e unicità dei pezzi della nostra collezione”.

L’evento è realizzato anche grazie alla collaborazione di diversi sponsor quali Marlù Gioielli, Haribo Bijoux, Vogue Shoes Milano, Royal Nail Fashion, Flavour Shop, TOOitaly.

Guendaland Evolution: ALWAYS GLITTER!

No Words. Il Press Day (9, 10 aprile 2013)

Con le due giornate dedicate alla stampa (ma non solo), No Words, ufficio stampa moderno e grintoso di Elisa Airaghi e Manuela Cappellini, si è tirato a lucido per presentarci le nuove collezioni.

Accolta dalla sorridentissima Valeria (Pink) iniziamo il giro.

alex-logo2Le scarpe, l’altezza, le borchie. (Ne parlo anche su Mondo Rosa Shokking)

Photo by ViolaBlanca
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logoFemminilità, eleganza e sensualità sono tratti distintivi della collezione P/E 2013 Vittoria Romano, che si caratterizza per il forte carattere cosmopolita e sempre attuale. Una donna avant-garde, ma fedele allo stile classico e bon-ton che contraddistingue anche la linea di questa stagione.

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Il dettaglio della manifattura italiana per calzature irrinunciabili.

logoYou wear the trends“. Questo il mood della nuova collezione P/E 2013 firmata Sweet Matilda, per una donna che ama indossare i colori e le forme più in voga con personalità e un tocco di ironia, dettando le regole del proprio stile.

Photo by ViolaBlanca
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Orologio da taschino o collana, rigorosamente unisex, rigorosamente made in Italy.

Photo by ViolaBlanca
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logo-manoushfleursL’atmosfera della nuova collezione P/E 2013 di Manoush è luminosa, rilassata e piena di colore come una vacanza alle Hawaii: tessuti freschi e leggeri come la garza e il voile, turchesi intensi e tonalità oceaniche che riverberano un’estate profumata e voluttuosa come un fiore d’ibisco.

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taglia 42Taglia42, brand 100% Made in Italy, per la collezione P/E 2013 propone colore, energia ed ironia per una donna decisa e grintosa. La collezione trae ispirazione dalle donne italiane: donne che affrontano la vita in maniera positiva, che amano il proprio lavoro, che escono con le amiche e coltivano con gioia i loro interessi perché si piacciono e vogliono prendersi cura di sé. A tutte queste donne, fresche e vitali, Taglia42 dedica la collezione.

luisa briniL’arrivo della stagione estiva porta sempre un sapore di rinascita e Luisa Brini sceglie di raccontare, attraverso le sue “opere“, la storia di una genesi: quella della nostra vita.

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sperrylogoPer questa stagione la collezione è stata ispirtata da 3 forti temi: White Sands, una linea pulita e sofisticata, che ricorda il look classico del “Grande Gatsby”; Get Sporty, che combina il tema nautico ad uno stile marinaro dall’accento retrò; infine, Vacationland si ispira al periodo d’oro di Miami e Palm Springs.

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Welcome to Miami, Bienvenido a Miami. 1 jan 2013

E poi arriva il nuovo anno.

Con la sua sveglia all’alba. Con Vittorio che è il primo arzillo e ci dà il suo personale buongiorno. Con gli inutili tentativi della mia Chiara di tenerlo buono, ma con il mio super-udito a cui nulla sfugge (ok, d’ora in poi tappi). Con gli occhi e le orecchie degli altri due che pian piano si rianimano. Prima ad andare in bagno, stamattina voglio esagerare e accendo il video che troneggia in bagno. Perché se lo hanno messo allora va usato! E parte un documentario sui cacciatori delle paludi, gli alligatori che ci accoglieranno, speriamo non a fauci aperte, tra qualche giorno.

Tutti pronti.

Photo by ViolaBlanca
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Lui ci guida a far colazione: l’11th Street Diner a Miami Beach. Attraversiamo quindi uno dei ponti che collegano la Florida tutta alla sua isola più ruggente: Miami Beach, direzione South Beach. Con tanto di cartello Welcome to Miami Beach ad accoglierci.

Photo by ViolaBlanca
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La colazione è come dovrebbe essere: abbondante, poco salutare (uova e bacon), insomma tutto da copione. Con la particolarità del nostro cameriere, apparentemente di origine hawaiana e dall’evidente orientamento sessuale. Happy New Year! Qui in giro poca, pochissima gente, qualche temerario o che ha deciso di alzarsi presto o forse non è ancora andato a letto (e il gruppetto di uomini attempati tutti in abito sberluccicante lo dimostra in pieno). È una vera meraviglia fare foto con il sole bollente e le decorazioni di Natale…

Photo by ViolaBlanca
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Pancia satolla, ci alziamo e ci dirigiamo a piedi qui dietro: la spiaggia di South Beach. Grande, gigante, ventilata e con un colore del mare (pardon oceano) mozzafiato. Gli ombrelloni non possono per evidenti motivi essere infilati nel terreno e ricoprire il loro naturale servizio, ma qui sono delicatamente appoggiati sulla sabbia a voler riparare più dal vento che dal sole. Che in tutto questo è caldo. Molto caldo. E pian piano ci invita a toglierci gli abiti già leggeri e a rilassarci al sole. Mentre i due nani giocano con questa sabbia sottile e chiara, Lui e lei si sollazzano con la scoperta del free wifi in tutta la spiaggia, io mi concentro con le foto. Per esempio a quella bottiglia di champagne abbandonata sulla sabbia dai bagordi del precedente veglione.

Photo by ViolaBlanca
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Per il resto tutto sembra essere tornato alla normalità: spiaggia perfettamente pulita che, con il passare delle ore si affolla di gente di tutti i tipi (comprese le due giapponesi che non la smettono di farsi foto in tutte le posizioni possibili e inimmaginabili. E quando dico possibili e inimmaginabili intendo proprio quello!).

Io e Lui ci alziamo per andare a prendere qualcosa da mangiare per tutti. Purtroppo la frutta qui in zona sembra un miraggio, ci si deve accontentare. Vogliamo parlare della Ocean Drive? E parliamone! Per i giorni dei bagordi (presumo da ieri) e per tutta la giornata, la lunga via che costeggia la spiaggia è chiusa al traffico. Una fiumana di gente la attraversa in lungo e in largo, i locali che vi si affacciano si sono spinti un po’ più verso l’esterno e tutti, ma proprio tutti, ti invitano a provare il loro piuttosto che gli altri.

Ci fermiamo dove una lunga coda di persone aspetta il proprio turno per farsi la foto sotto al cartello che indica la data odierna, 1° gennaio 2013 e la temperatura, 27°C. Meraviglia!

Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca

Prima di tornare in spiaggia sono rapita: eccoli, i tanto agognati corpi statuari non alloggiano lontano da qui. In un lembo di parchetto alle spalle della spiaggia, un gruppo di ragazzi dai corpi scolpiti, si esibiscono in esercizi che catturano la mia attenzione. Devo portarci la Chiara assolutamente, credo apprezzerà!

ViolaBlanca @southbeach
ViolaBlanca @southbeach

Il pomeriggio si consuma quindi in spiaggia, dove tra un morso e l’altro un irriverente gabbiano cerca di rubare alla nana il suo pezzo di pizza. Foto alla torretta del Life Guard, alla spiaggia, alla polizia sul quad, alla polizia in macchina con la tavola da surf sul tetto, passeggiata di rito sul bagnasciuga, aerei che volano avanti e indietro con striscioni pubblicitari (tra cui il concerto di Shaggy il prossimo 5 gennaio al Casinò) e via che ci andiamo a prendere un aperitivo. Non prima di aver portato la Chiara a lustrarsi gli occhi con i palestrati, i suoi cialitroni. Con tanto di foto di rito immediatamente postata, grazie alla quale il nostro “gabbiano” vince il premio per la miglior battuta di inizio anno: “Ma gli occhiali sono per nascondere gli occhi lucidi?” riferita alla evidente emozione provata dalla nostra eroina nel posare al fianco di cotanto corpo.

Photo by ViolaBlanca
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Dai, andiamo a prenderci questo mega-bicchiere di mojito!

Prima di rientrare in hotel (la città si è palesemente svegliata, il traffico è da delirio per uscire da Miami Beach) allunghiamo la strada per sbirciare qualche negozio. Abominio! Qui in zona ci sono scarpe che solo Lady Gaga potrebbe indossare. Che Miami sia davvero tamarra come usmavo prima di partire? Che sia il luogo in cui la Minetti non può non trovarsi a suo agio?

Photo by ViolaBlanca
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Cena: da Lulu a Coconut Grove (skirt steak meravigliosa!). I due nani devastati. Portiamoli a letto va…

Welcome to Miami, Bienvenido a Miami. 31 dec 2012 (part 2)

L’arrivo.

Si perde troppo tempo: dogana e ritiro della macchina, dove tutti sembrano preferire la compagnia Alamo (ovvio, quando è il tuo turno il personale ti accoglie con una calorosa stretta di mano chiedendoti come stai e se il tuo viaggio è andato bene…). Io in fila al suo posto, Lui che cerca di fare il ritiro automatico, i due ragazzi italiani davanti a me con cui inizio a chiacchierare, quei tipi che sembrano non voler perdere occasione per sentirsi dire “che bello che vivi qui…”.

Poi tocca finalmente a noi.

Ed eccoci in auto. Diretti al nostro hotel, scelta saggia del nostro Lui che ci porta al Coconut Grove. Con tappa obbligata in un market sulla strada per rifocillarci di acqua (poi me lo spiegate perché la gasata costa così tanto?) e snack (leggasi patatine e popcorn che qualche genio rovescia all’istante nella macchina linda e pulita).

Photo by ViolaBlanca
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E finalmente la stanza d’albergo, il Mayfair Hotel & Spa. La nostra suite: non grande, gigante. Perfetta per accogliere la nostra famiglia allargata!

Photo by ViolaBlanca
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Qui sono le 19 passate, in Italia tutto quello che doveva succedere è successo. Buon Anno e buon botto. Noi siamo al punto di partenza. Ma non reggiamo certo l’arrivo, figuriamoci il podio.

Una doccia veloce per capire chi siamo e dove siamo e poi giù in strada. La certezza di avere un Victoria’s Secret (la cui qualità peggiora anno dopo anno) praticamente attaccato, una nail spa di fronte, il parrucchiere dietro l’angolo (urge portare la nana a sistemare quella cosa che si porta in testa) e cerchiamo un posto dove rifocillarci. Che poi, a volerla dire tutta, è proprio vero quello che mi ha detto in aereo la hostess: “ahahah, in aereo si mangia sempre…”. Ma ci comportiamo come se non fosse accaduto. E il radar, il suo radar, ci porta in un luogo meraviglioso: il Johnny Rockets, il pianeta anni ’50 dell’hamburger. Un ambiente incredibilmente retrò, con tanto di arredo e soundtrack anni ’50.

Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca

L’hamburger, inutile dirlo, eccezionale. Noi qui, con birre, coca light e le loro fanta, ci facciamo gli auguri.

Buon Anno cari membri della nostra famiglia allargata, meno male che ci siamo.

Welcome to Miami, Bienvenido a Miami. 31 dec 2012 (part 1)

Milano-MIami

Tutto ebbe inizio alle 3,45 di notte, del mattino o di quel diavolo che dir si voglia. In parole povere la notte che ci ha condotti alla partenza. Noi che ci diamo la buonanotte, noi che andiamo a letto, Lui che tira l’alba (o la sveglia), io che mi rigiro nel letto insonne e accaldata (leggasi: sudata fradicia), mentre lei al mio fianco dorme rumorosamente e il gatto sul letto russa fragorosamente.

Poi la sveglia. Quando mi pare di aver dormito solo cinque minuti, forse venti. In sala lui con le cuffie guarda imperterrito con occhio pallato un film, l’ennesimo chissà…

Tutti svegli, tutti in pista, peccato solo che quel taxi prenotato la sera prima non si degni di farsi vedere. Poco male, ne chiamo altri due.

Ed eccoci in volo. Prima Parigi, poi la meta finale. Non contano gli inconvenienti, non contano le corse e il fiatone. Ciò che conta sono le turbolenze. Fiato corto, champagne che si versa, mano sudata, un pensiero solo: e se….?

Poi tutto fila liscio: pranzo, bagno, merenda, sonno, sveglia, bocca impastata, bambini che guardano cartoni e ogni secondo chiamano “mamma”, “papà”, “mamita” (una new entry)…

E ancora turbolenze, musica alta, cartoni, film, occhiali da sole per vedere meglio o solo nascondere le occhiaie della notte precedente, cuffie, scarpe buttate a terra, copertina rovesciata addosso, cd selezionato, byte, audio basso, audio alto, vicini di posto, acqua, aperitivino, e la colonna sonora perfetta che fa scattare quel qualcosa…

Doors. Break on through. E le chiacchiere post prandiali: i reality sui sepolti in casa e sui mille modi per morire. Poi le tasse e il fisco, la casa nuova chissà quando.

Light my fire. Lo sci ai bambini, portarli o non portarli. Quando e come. Ma soprattutto perché. È il mio turno per il bagno, ora ci vado io. Ma cosa faccio, le scarpe me le infilo o no? Ma che, sei matta, certo che te le devi infilare.

People are strange. Dai che facciamo cambio, tu stai con lui, io con lei. Poi pensi alla gente che popola l’abitacolo: allo stewart che fino che serve l’aperitivo allora tutto va bene, ma quando si ritira per la turbolenza allora vuol dire che qualcosa inizia a non quadrare. E al tizio laziale ma che vive a Cesena e ha la casa vicino a Fort Lauderdale e ogni anno torna a Miami per svernare, che ha quella “z” presa dalla riviera, ma nei panini che si porta a bordo per compensare l’ultimo viaggio andato male lo squacquerane non se lo porta perché gocciola troppo, ah, beh., allora…

Moonlight drive. Che quando sali in aereo passi per la classe quella figa dove lo stewart sta già aprendo lo champagne e tu invece sei in fila per andare oltre. E vicino a te, ma già accomodati ci sono i ragazzi siciliani che parlando quasi con la erre moscia, ma poi che vuoi, quell’accento inconfondibile e stupendo se lo portano dentro… E una di questi che dice che la Hillary Clinton è in ospedale per attacco o trombosi ora non ricordo, ma nel frattempo mentre tu passi oltre si dicono “oh, ma che belle quelle borse delle tizie (che poi siamo noi) chissà se le troviamo anche noi a Miami”…

Riders on the storm. Che ora che abbiamo fatto cambio di posti, cioè Lui davanti solo e addormentato, lei dietro con il suo nano a vedere film e cartoni solo per farlo dormire e la mia di nana invece con me che appena si è seduta qui accanto con la copertina sulle gambe mi è crollata addormentata. Perché è bene che loro dormano in previsione di stasera, che poi dico io, chissà cosa deve accadere stasera solo perché è la fine di quest’annata tutt’altro che memorabile…

Hello I love you. E penso che anche se avessimo avuto quel bambino di stamattina qui vicino che frigna chi lo sentiva…

Roadhouse blues. Perché quello che conta ora siamo noi, loro, io e lui, io e lei, noi tutti. E questo volo che ci sta consegnando un’altra fine d’anno in cui tutto ci separa e non vogliamo che nulla ci accomuni. Il vecchio fa parte del passato. Da dimenticare. Come uno degli anni peggiori. Siamo qui per dimenticare e andare avanti. Oltre. Senza mai voltarsi. E quello che ci sta consegnando è il nuovo. Per noi. Da dividere e condividere se lo vogliamo, con chi lo vogliamo.

Pink Floyd. The great gig in the sky. Ripetitiva, lo so. Con un’idea fissa in testa, sempre quella. Lo so. Un’isola. Perché quel sole che ci scalderà adesso non potrà mai essere il nostro… Solo e sempre quello. A cui dedico questa canzone. Il luogo che me l’ha proposta per la prima volta anni fa, in una memorabile puesta del sol. La dedico ai miei compagni di viaggio. Che so apprezzeranno. Ma la dedico anche alle nuove scoperte.

Per sempre lei. Per sempre noi. Perché se è vero che niente dura per sempre e di certezze ce ne sono poche, una si è cementata saldamente nel mio cuore, nella mia testa, nei miei occhi. Per quello, tutto quello che potranno sempre ricordare e vedere.

Buon Anno viaggiatori.