Nelle pagine di… “Rainbow high” di Alex Sanchez (Playground)

Rainbow highCon “Rainbow High” tornano le avvincenti storie di Jason Carrillo, Kyle Meeks e Nelson Glassman, i tre liceali protagonisti di “Rainbow Boys”. Jason è alle prese con il coming out, Kyle con i dubbi sul proprio futuro e Nelson con una storia sentimentale davvero complicata.

Annunci

Nelle pagine di… “Quei giorni a Bucarest” di Stefan B. Rusu (Playground)

Quei giorni a BucarestBucarest, 1992. Nicu è uno studente della Facoltà di Giornalismo e collabora con la rivista Jurnal Universitar. In redazione arriva la notizia che un gruppo di studenti liceali vuol mettere in scena l’adattamento teatrale di Dichiarazione d’amore, un film di culto per i giovani romeni degli anni Ottanta, quando ancora il regime comunista, sotto la guida di Ceausescu, sembrava saldo.
Appena Nicu entra nella palestra del liceo “Ion Neculce”, dove si stanno svolgendo le prove, è immediatamente colpito e affascinato dall’attore protagonista, il diciassettenne Gabriel. Figlio di un importante architetto e professore universitario, abituato, per la sua straordinaria bellezza, a sedurre chiunque, è a sua volta attratto da Nicu. Ma nella Romania di quegli anni l’amore tra due ragazzi non può avere vita facile.

Nelle pagine di… “Come se fosse estate” di Jay Bell (Playground)

Come se fosse estateBen è un diciassettenne tranquillo che vive in un sobborgo residenziale di Houston, nel Texas, consapevole della sua omosessualità, e alla ricerca di un compagno che soddisfi il suo bisogno d’amore. Un giorno, nel parco vicino a casa sua, incontra Mr Scarpe Blu, alias Tim Wyman, un bellissimo coetaneo con gli occhi grigi e i capelli scuri. Da quel momento il cuore di Ben comincia a battere, e non smetterà di farlo nel decennio che segnerà il loro amore contrastato.

A proposito di Barbie…

…notizia di oggi: “Arriva il calendario delle Barbie lesbiche” (fonte TgCom e ItaliaNews)

Ha fatto infuriare i manager della Mattel il curioso calendario ideato da due artisti argentini, Breno Costa e Guilherme Souza: il luneario delle Barbie lesbiche. Le foto mostrano la più famosa bambola del mondo in pose sexy e rigorosamente nuda. In alcuni di questi scatti è insiema ad un’altra protagonista di sesso femminile. “E’ un grido su come il sesso viene usato per vendere tutto in questa società“, si difendono i due artisti. Di ben altro tenore il commento dei responsabili della Mattel che meditano anche una replica legale al caso.

Qui sotto le foto incriminate. A voi giudicare…

Viola di Mare…dal film alla leggenda…

L’amore e la passione tra due donne in una Sicilia spigolosa

L’altra sera siamo finalmente riusciti a vedere un film dal titolo a me, a noi, caro: “Viola di mare”.

A me è piaciuto. E tanto. LUI l’ha trovato lento e di una pesantezza inenarrabile. Forse è un film molto femminile. O forse non era in vena. Forse è stato un po’ somaro e basta.

Il film è tratto dal romanzo “Minchia di re” di Giacomo Pilati.

.

.

.

.

.

Ma forse non tutti sanno che…

Il titolo del film fa riferimento al nome siciliano della donzella di mare, un pesce ermafrodita che nasce femmina e crescendo diventa maschio.

La Viola è un pesce e lo ha voluto Dio.

Quando è maschio si chiama Minchia di Re.

Per amore diventa femmina e ha i colori del fiore.

Torna di nuovo maschio dopo che l’acqua si è presa le sue uova

Per non farci mancare nulla ecco una bella sfilza di nomi regionali per questa simpatica bestiolina:

Abruzzo signurinella
Puglia cazze de re (Bari), cazzu di rre (Salento)
Sardegna ziguella, pisciu re
Sicilia pizzirè, viriola, minghia di re, viola
Toscana cazzo di re, nicchio

La storia.

Un’isola intorno alla Sicilia, seconda metà dell’800. Angela e Sara crescono insieme ma le loro infanzie sono difficili: la prima subisce i soprusi di un genitore violento; la seconda perde il padre in guerra, mentre la guerra la strapperà all’amica e alla sua terra. Al suo ritorno, Angela si innamora di Sara e inizia il suo ostinato corteggiamento, da cui nascerà una relazione che, con il suo sviluppo inusuale, intaccherà riti millenari.
Viola di mare è il secondo film di Donatella Maiorca. Per il ritorno al cinema dopo tanta tv sceglie una storia difficile per il periodo storico che sta vivendo il nostro Paese: tratto dal romanzo “Minchia di Re” di Giacomo Pilati, racconta di due donne che si amano e, in qualche modo, spezzano le ritualità di una terra sempre uguale a se stessa. Angela e Sara, piegando ai propri scopi quei modelli consolidati, realizzano il loro sogno d’amore: grazie al potere del padre violento e al senso di colpa di un prete, Angela diventa Angelo.
Qui la Maiorca intraprende un sentiero imprevisto. Assaggiando la libertà degli uomini Angela rischia di esserne travolta e, suo malgrado, di diventare come il genitore che odia. Inutile negare o trascurare l’impatto che un film come Viola di mare può avere: due donne che vivono in Sicilia (nella terra di Divorzio all’italiana, non dimentichiamolo) ma potrebbero essere in qualsiasi altra regione d’Italia; è il XIX secolo ma, anche grazie alla colonna sonora di Gianna Nannini, potrebbero essere i nostri tempi; insomma, un luogo e un tempo in cui il continuo conflitto tra tradizione e modernità è trasposto nelle scene di violenza, un modo di comunicare che sembra improntare una terra spigolosa e dura come le sue rocce.
Solide le interpretazioni: la Solarino algida e mascolina, la Ragonese sempre più brava e un Fantastichini sempre al livello dei suoi altissimi standard.

(fonte MyMovies.it)

L world…

Ieri svolgo uno dei compiti che Raul (Montanari) ci ha assegnato. E l’idea che avevo appena abbozzato nei giorni scorsi, mi viene completamente stravolta. Dalla solita camminata del martedì mattino attraverso il Parco Sempione.

Il compito consisteva nello scrivere un racconto usando il futuro come tempo verbale. E l’idea arriva.

Una volta a casa mi metto all’opera. Ma mi rendo conto di conoscere ben poco “la materia” trattata. Il mondo lesbo. O lesbico che dir si voglia.

Ma io lo scrivo. E bene (ovviamente ai miei occhi, vedremo cosa ne penserà Raul). Ma una volta terminato lo voglio “arricchire”.

Come fare?

Andare sul pezzo.

Il mondo del web offre qualunque cosa. E io mi metto alla ricerca spasmodica di racconti e chat lesbo. Mi iscrivo persino ad un paio di chat (Zoosk e Annunci69 – Racconti lesbo). Senza risultati degni di nota. Ma con particolari interessanti.

  1. La Chat. La foto che bisogna inserire: le iscritte sono o terribilmente belle, ma così belle che mi sono domandata come mai una gnocca così si proponga al mondo lesbo (in genere sono sempre molto mascoline, fisicamente, ma non solo), quindi non corrispondenti alla realtà, oppure brutte, sincere e oneste nel mostrarsi, ma brutte! E io strizzo l’occhio a due bonazze…
  2. I racconti lesbo. Mi immaginavo parole sensuali, vellutate e delicate. Nulla. Maiale, maiale vere. La fiera delle maialate.

Ho capito che l’atto in sé, compiuto tra etero o tra omo, si risolve sempre in quello. Ma il mio mondo fantasioso era fatto di sensualità.

Niente.

Quindi ho sprecato del tempo. E non riesco nemmeno a cancellarmi da quella chat!

Ho concluso il racconto secondo la mia percezione. e, ritengo, la mia sensibilità.

E tanti saluti a tutte!!!

Un dubbio mi assale…

84436875L’argomento in cui mi sto addentrando è terreno pericoloso. Non voglio essere fraintesa, anche perchè chi mi conosce sa come la penso.

Immaginate la scena…anzi no, prima una premessa. Abbiamo ormai un pò di amici coppie omosessuali…e il mio D. io lo adoro!!! Se ne sono aggiunti di nuovi e domenica scorsa siamo in spiaggia a solazzarci. Arriva una coppia, amici di amici. Ci mettiamo tutti vicini sui lettini. Presentazioni del caso, piacere-piacere e poi giù sdraiati. E per la prima volta non c’è stata occasione o modo di parlare, affaccendati come eravamo in faccende diverse: io a leggere, a seguire la nana, loro a prendere il sole e a chiaccherarae con un altro ragazzo. Ma ad un certo punto mi sono domandata: “ma guardandomi penseranno Oh mamma, che schifo!”? Poi ho posto il mio dubbio a G., fidanzato di D., mentre prendavamo l’aperitivo pre-pranzo. E lui mi ha illuminata. No che non lo pensano, anzi le donne spesso sono le nostre migliori amiche. E se lo pensano sono solo degli idioti, a suo dire, delle checche isteriche. Il bello si ammira sempre, sia al maschile che al femminile.

Mah…secondo me qualche occhiataccia me la sono presa, però…