SeTuttoFosseViola 5 anni dopo…

Su di me (Milano Forte e Piano 3, Happy Hour edizioni, 2013) - Credits: BC
Su di me (Milano Forte e Piano 3, Happy Hour edizioni, 2013) – Credits: BC

Le nostre prime 5 candeline.

Un anno dopo. Sempre meno rispetto a quella del mio Viola che corre come una saetta sempre più avanti, sempre più grande, sempre più irraggiungibile.

Cosa è cambiato da un anno ad oggi?
La cosa più gratificante? 2 racconti pubblicati nello stesso anno, 2 racconti all’attivo, neanche sullo stesso argomento. Brava me!
La cosa più stuzzicante? Quell’ingrediente con cui dosiamo e condiamo la nostra vita quotidiana. Tu sai chi sei, tu sai perché.
La cosa che mi causa più sofferenza? La cattiveria delle persone, la loro meschinità, il voltafaccia, ma anche l’intenzione cercata nel ferire, nell’assestare un colpo dopo l’altro, il non dare, solo il prendere. Nell’illudere consapevolmente secondo un piano preciso. Vorrei aiutarti, tu che fai parte di me, tu che stai soffrendo così ingiustamente, perché ogni lacrima spesa è una ferita che si allaga sempre di più.

Caro SeTuttoFosseViola cresco con te. Ma nel cuore resto sempre la stessa ragazza consapevole, più o meno, che essere nostalgica non mi fa necessariamente chiudere gli occhi sul futuro. Perché anche se amo guardare indietro, laggiù dove trionfa la luce, mi muovo in avanti, inciampo ogni tanto, sbatto di qua e di là, ma fermo ogni istante con le immagini che custodisco nel cuore. L’unico posto che non potrà mai essere oscurato. Spezzato forse, ma non demolito fino a scomparire.

La nuova me continua ad andare avanti. Ad esserci, con la sua ingombrante presenza e con il suo caratterino. L’ariete non si stanca di sbattere le sue corna e di mostrarsi con caparbietà (o irriducibile stoltezza). O mi si ama o mi si odia. Ancora oggi, alla mia veneranda età, qualcuno proferisce questa frase. Che colgo non più con vanagloria, ma con la consapevolezza che non ho più voglia di farmi andare bene cose o situazioni o persone che non mi interessano. Perché il tempo sta scorrendo. E l’unica cosa che conta è… Sono… Poche. Davvero poche.

Buon compleanno SeTuttoFosseViola. Auguri VB. Vai avanti.

Caro Babbo Natale… (2013)

Bambina_arrabbiata_con_cappello_di_Babbo_NataleCaro Babbo Natale ciao.

Anche quest’anno sono qui a scriverti la letterina, cioè, la sta scrivendo la mamma, anche se io sono nella seconda classe, ma mi piace la tradizione che abbiamo: io chiedo, la mamma scrive brontolando e dicendo “questo sì, questo no”, e ovviamente anche questa volta non ha perso occasione per farlo. Ma ho controllato, ho visto che ha comunque scritto tutto.

Come sono stata io? Beh, tutto sommato direi brava. A parte aver preso proprio venerdì scorso la mia prima nota, ma legata al comportamento, ok, ci sta, no? Io non ci credo che tu sei stato sempre così bravo, guarda che so come funzionano le cose. Nessuno si salva, nessun escluso. A scuola vado bene, ok, quando non sono distratta, ma non è colpa mia. E poi dico io, come si fa a stare sempre attenti? Io voglio vivere, voglio divertirmi, i miei amici contano. A partire dalla Vicky, sempre presente, poi Oliver, Niccolò (che ha un posto speciale nel mio cuore, ma non lo dire a nessuno), poi la Dodi, Ale e tutti gli altri.

Ma non divaghiamo.

La mamma dice che se non mi comporto bene inizia a levare un regalo per volta, fino a quando, lei pensa, non ne resterà nemmeno uno. Non oso pensarci! Può davvero farlo? Dimmelo, ti prego. Può davvero fare in modo che io non riceva i regali? Che tragedia sarebbe!

Io ci provo a fare la brava, davvero, ma ogni tanto mi distraggo. Poi anche la mamma, diciamola tutta, non è questo stinco di santa. Mica è facile fare tutto quello che vuole lei…

Quindi spero di ricevere questi regali, mi sembrano anche pochi. Poi del resto, la mamma e il papà lo dicono sempre, non sono brava, sono bella!

Grazie Babbo Natale, sei sempre il mio mito.

Tua Viola

  1. Macchina elettrica della Barbie (seeeeeee, sogna bella, e poi, dove pensi di parcheggiarla? Zero! Guai solo se qualcuno osa pensarci! Inoltre, grazie al cielo ormai non ci entrerebbe più!)
  2. Cavallo della Barbie che va da solo
  3. Skylanders (le foto dei personaggi che vorrebbe sono più sotto: Rattle Shake già preso)
  4. 2 maschi della Berbie, il Ken insomma (e qui c’è l’imbarazzo della scelta, anche se quello vestito da gran galà con la giacca bianca è il suo top…santa miseria)
  5. Barbie Freundebuch (già commissionato alla teutonica numero 5)
  6. Vestiti per Ken (poveraccio, mica lo vorremo far girare per casa con il bigolo al vento…)
  7. Orologio (che sarebbe pure l’ora che imparasse a leggerelo)
  8. Microfono superglitterato vero che si trova solo da Buba (il mitico negozio delle drag queen a Porta Venezia che lo so che fa un po’ specie, ma vuoi mettere?)
  9. Libri in tedesco (già commissionati alla teutonica)
  10. Libri in italiano sui vampiri (della serie Vampiretto)

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Leggi anche:

Caro Babbo Natale… (2012)

Caro Babbo Natale… (2011)

Caro Babbo Natale… (2010)

Caro Babbo Natale… (2009)

Da Cracco. Per una cena di compleanno indimenticabile, unica, eccezionale. Ma spero ripetibile…

Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca

Inutile che io mi dilunghi con parole e parole sulla grande serata che è stata. Il ristorante di Carlo Cracco è magnifico, nel cuore di Milano a davvero due passi dal Duomo. L’accoglienza è ineccepibile. Il servizio superbo. La qualità e la presentazione dei piatti eccellente, da far dire “mai provato una cosa del genere” (e da far pensare anche che io una roba così mica la so fare…). Sapori decisi, accostamenti inusuali, ricercatezza raffinata. Tutto meglio delle mie aspettative. E che emozione quando l’ho visto uscire nella sala…

Ringrazio il mio grande amore (LUI) che mi ha fatto questo splendido regalo.

Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca

Ma ringrazio anche i collaboratori di Cracco e lui, il grande in persona. Cosa che ho già avuto modo di fare personalmente, con mia grande faccia tosta e grande simpatia (per molti inaspettata) della star in questione. Perché per me Carlo Cracco è davvero una stella.

Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca

Abbiamo scelto entrambi il menù degustazione dei 10 anni, quello che raccoglie tutte le specialità di Cracco. E posso assicurare che si viene coccolati dalla prima portata all’ultima, dopo 3 ore e passa. E ci si alza da tavola inebriati, felici, soddisfatti e con già la voglia di tornare per provare dell’altro.

Cracco è un genio, un uomo affascinante e dal gusto impeccabile. Non poteva che creare dei piatti unici…

Per incominciare... - Photo by ViolaBlanca
Per incominciare… – Photo by ViolaBlanca
Per incominciare... - Photo by ViolaBlanca
Per incominciare… – Photo by ViolaBlanca
Insalata russa caramellata - Photo by ViolaBlanca
Insalata russa caramellata – Photo by ViolaBlanca

Granita al nocino, mandorle e caviale

Crema bruciata all’olio di vaniglia, garusoli e germogli di piselli - Photo by ViolaBlanca
Crema bruciata all’olio di vaniglia, garusoli e germogli di piselli – Photo by ViolaBlanca
Gamberi in salsa rosa, sedano in insalata - Photo by ViolaBlanca
Gamberi in salsa rosa, sedano in insalata – Photo by ViolaBlanca
Orata cotta appena su croccante di nocciole - Photo by ViolaBlanca
Orata cotta appena su croccante di nocciole – Photo by ViolaBlanca
Tuorlo d’uovo marinato - Photo by ViolaBlanca
Tuorlo d’uovo marinato – Photo by ViolaBlanca
Musetto di maiale fondente con scampi e pomodori verdi - Photo by ViolaBlanca
Musetto di maiale fondente con scampi e pomodori verdi – Photo by ViolaBlanca
Risotto e lenticchie - Photo by ViolaBlanca
Risotto e lenticchie – Photo by ViolaBlanca
Filetto di vitello gratinato alle erbe - Photo by ViolaBlanca
Filetto di vitello gratinato alle erbe – Photo by ViolaBlanca
Cremino di cioccolato, olive nere e capperi - Photo by ViolaBlanca
Cremino di cioccolato, olive nere e capperi – Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca
Lenti a contatto al caffè - Photo by ViolaBlanca
Lenti a contatto al caffè – Photo by ViolaBlanca

E per concludere…

Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca
Photo by ViolaBlanca

Grazie a Cracco anche per essersi prestato a fare con me la “magnum“…

Me & Cracco - Photo by ViolaBlanca
Me & Cracco – Photo by ViolaBlanca

SeTuttoFosseViola 4 anni dopo…

ViolaBlanca @Christmas dinner, 2012
ViolaBlanca @Christmas dinner, 2012 – Credits: BC

Le nostre prime 4 candeline…

Un anno dopo. Caro blog ti scrivo. Ma non per distrarmi un po’, perché credo di essermi distratta anche troppo, allontanata da te per dedicarmi a cose meno piacevoli, credo tu lo sappia. Il 2012 è stato dipinto come un anno funesto (anno bisesto) e porca di quella miseria ladra, avevano ragione. Calamità (terremoti vari), attentati (tra cui la scuola di Brindisi), crisi politica, il Papa che già meditava di andarsene, i ladri, le pessime compagnie, medici incompetenti, la fine del mondo secondo i Maya. Brutte esperienze.

Che avrebbero dovuto insegnarmi cosa? La pazienza? Scemenze, una perdita di tempo. La solidarietà umana? Non esiste, esiste solo la mera curiosità spinta al pettegolezzo. La fiducia? In chi? In cosa?

La lezione più importante che ho imparato invece è che la gente dimentica, in fretta, troppo in fretta. Oppure si distrae facilmente, ecco. Peccato che la mia sia una memoria da elefante. Passo sopra, ma non dimentico. Il dolore e la sofferenza sono state compagne di viaggio. Un viaggio che mi ha marchiata per sempre. E che ho affrontato alla mia maniera, e continuo ad affrontare.

Poche, pochissime le certezze della mia vita: gli affetti, le passioni. Tutto il resto è noia, volgarità, cattiveria e meschinità.

Che un altro anno abbia inizio. Auguri caro SeTuttoFosseViola, auguri cara VB.

Una nuova pagina: Au Pair, season 1

Copyright Manusch Badaracco
Copyright Manusch Badaracco

Lei è stata la nostra prima au pair. Come a dire, la prima volta.

Come ho scritto qui tempo fa, la Deutsche Schule Mailand mi ha svecchiata, mi ha insegnato un nuovo vocabolo che, ignoravo, sarebbe entrato a forza, come una furia, sgomitando e scalciando nella nostra vita. Già perché la scuola non te lo dice: te lo impone. O ti procacci una di queste rare specie di giovani teutoniche che verranno a vivere con te, a dividere la tua carta igienica, il tuo formaggio preferito e l’insalata di carciofi, in alcuni casi anche il tuo gatto, i grissini quelli che adori e che pensavi mai nessuno ti toccasse, o “il suo tenero figlioletto non potrà continuare a frequentare la nostra scuola”.

Scene apocalittiche si erano prospettate. Sono state proposte torture inimmaginabili da parte di docenti irreprensibili, scene del tipo “Portate i vostri bambini fuori dai cancelli di una scuola pubblica italiana, fategliela vedere e minacciateli che se non imparano il tedesco quella è la fine che faranno”. Sembra atroce? Realmente accaduto, non è leggenda.

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SeTuttoFosseViola 3 anni dopo…

ViolaBlanca in Ibiza, april 2011

Le nostre prime 3 candeline…

Poco c’è mancato che non ci fossero, mannaggia a me, al poco tempo a disposizione, alle distrazioni. Meno male che un commento mi è venuto in soccorso (sì, quel commento) e sono quindi di nuovo qui a spegnere una candelina in più su una torta sicuramente più grande.

Un anno dopo. O un anno in più. Un anno comunque in cui sono diventata grande, in cui le persone importanti della mia vita ci sono sempre (quelle significative) e altre ne sono entrate, in questa fase della nostra vita da genitori. Un nuovo lavoro in cui poter mettere a frutto la mia passione culinaria, grazie a me sola e alla mia intraprendenza, ovvio. E poi due libri: un’antologia e un libro per non sbagliare, scegliendo bene tra i Sì e i No.

Ma su tutto, una certezza, anzi due: l’amore della mia vita (loro due) e un’isola nel cuore. Per sempre.

Tanti auguri passione mia. Tanti auguri a te, a me e a chi mi segue indefessamente da 3 anni.

Incontro con Jo Squillo…

Sabrina Salerno e Jo Squillo, Sanremo 1991
Sabrina Salerno e Jo Squillo, Sanremo 1991

Metti che un giorno devi andare dal parrucchiere (notare il devi e non il vuoi, prego) per rifare il trattamento alla cheratina. Metti che appena arrivata ti fanno accomodare in una postazione di fronte alla quale siede una bella ragazza: mora, nasino all’insù, labbra ben definite non si sa se dal rossetto scuro a dal tattoo, capelli in rifacimento, mani in rifacimento. Accento romano, dimenticavo questo dettaglio che avrebbe potuto o dovuto aiutarmi. Invece nisba. Zero. So che è qualcuna, ma chi? Intercetto spudoratamente le chiacchiere che si scambia con l’estetista che le sta ripassando lo smalto, ma niente. Aspetto e ripenso. Il vuoto. Sono sicura che l’ho già vista, diamine, questo è o non è il parrucchiere dove tutte le belle vanno a farsi belle? Quindi…

Whatsappo alle amiche, chiedo aiuto, ma ovvio che non possono fare nulla. Occorre un’istantanea. Certo, non mi vedrà nessuno, il salone è deserto, sono solo le 16,30 di un giovedì pomeriggio. Ecco, è per forza una Vip, chi vuoi che venga a quest’ora? (io non sono una Vip, okkei, per poter essere qui oggi ho fatto i salti mortali). Sono invece sicura che lei ha tutto il tempo che vuole, perché lei è una Vip vera. Insomma, mission fotografica fallita, nome sconosciuto e troppo tempo trascorso senza che poi mi ricordassi di chiedere chi fosse la fanciulla in questione.

Meno male che dalla postazione seguente in cui vengo sistemata per le successive 3 ore (!!!) la vita mi si semplifica. Prima sento un cinguettio, insistente, poi diventa una specie di ronzio, non fastidioso, ma inquietante. Non smette un secondo di parlare: al cellulare, con le due ragazze che le stanno evidentemente rifacendo il capello (solo in seguito si svelerà il mistero delle quattro mani necessarie ad assolvere al compito del colpo di sole sulla folta criniera), e chiedendo ad alta voce: “Ma la canzone Sandy in Grease è cantata solo da Olivia Newton John, vero, vero?”.

Il mio ragazzo-cheratina interviene (mica ne pretenderete il nome, eh?) spuntando da dietro le specchio che ci divide e le dice: “C’è bisogno di me?”.

La voce misteriosa risponde: “Ooooooh, ecco chi mi ci voleva!”.

Certo che no, Sandy è cantata solo da John Travolta!”, le risponde quindi lui.

E la voce a me ancora sconosciuta lancia un acuto: “Cosa? Come?”. Evidentemente si attacca al cellulare e sbraita a qualcuno che ha fatto proprio male a non controllare di persona, perché Sandy non è interpretata dalla sola Olivia Newton John, nossignori, quindi devono sceglierne un’altra. Per fare chissà cosa…

Mentre la voce è a sistemare la faccenda io con il labiale chiedo al mio fido chi ci sia dall’altra parte e gli leggo sulla bocca Jo Squillo. All’istante la mia mente vaga al 1991 quando a Sanremo cantava in coppia con Sabrina Salerno “Siamo donne”, lei in tuta di lycra nera con giacchino di pelle nera e ciondolone con simbolo della pace, l’altra in completino bianco… Tempi d’oro, in cui portare i capelli al massimo del volume era un retaggio degli anni ’80 appena trascorsi. Non come oggi.

Finalmente la vedo, si alza e il suo capello è appena ondulato, con colpi di sole pronti ad essere ravvivati. La tutina nera non la indossa più, ha però sempre un black look: maglioncino, pantalone stretto e anfibio molto elegante. E ha anche una buona parola per tutti, un sorriso e un “Ciao mi ricordo di te, Piazza di Spagna, vero?” anche alla modella bionda che è pronta per andare via e che la guarda timidamente. Insomma, questa Jo Squillo, volto ormai celebre di TV Moda non se la tira affatto. Plauso!

Mannaggia a quel commento…

Tale Paolo mi scrive un commento che mi spiazza: “Che tristezza vedere morire un sito”.

Incasso.

Mi accascio.

Poi sprofondo.

Perché non potersene andare in sordina? Perché non riuscire a trovare il tempo di, il tempo per? E lasciatemi in pace, santissimiddio! Ma poi, chi l’ha detto che voglio farlo morire il mio SeTuttoFosseViola? Eh? Eh? Eh?

Invece no, il commento fa il suo dovere: come gli ho risposto, ricevo una scossa. Sistemo le pagine (aggiunta quella relativa al mio terzo lavoro, collaborazione con Marieclaire.it, di cui sono fiera fierissima) e creo una volta per tutte la pagina dedicata a Bol.it, alle mie letture, le mie recensioni (con Panorama.it sono sempre stata ligia). Oggi ho finito, tutto aggiornato. Non mi resta che pubblicare anche queste parole. Soprattutto di ringraziamento a chi, evidentemente, continuava a cercarmi, a leggermi. A voler curiosare.

Grazie Paolo C.

MILANO: AL VIA DA MARTEDI’ IL PIANO ANTI FREDDO

Entra in azione da martedì 15 novembre il ”Piano antifreddo” del Comune di Milano. Fino al 31 marzo 2012, una serie di strutture e servizi saranno attivati per creare una rete di solidarietà e di protezione verso chi, vivendo in strada, rischia di trovarsi in condizioni critiche a causa delle temperature rigide e della mancanza di un posto letto.

Sette unità mobili – gestite da Croce Rossa Italiana, Fondazione Fratelli di San Francesco, City Angels e Ronda della Carità – saranno impegnate sulle strade a diretto contatto con le necessità dei senzatetto, mentre aumentano del 10% rispetto allo scorso anno i posti letto disponibili per le persone senza fissa dimora.

Anche, e soprattutto, per attrezzare i centri che accoglieranno quest’inverno le persone senza fissa dimora, durante la giornata di sabato 19 novembre saranno raccolti sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento, libri, materiale di cancelleria, dvd, cd, e tutto quanto può essere utile per proteggere dal freddo e, nello stesso tempo, rendere più accogliente l’ospitalità presso i centri.

Il prossimo sabato, dalle 9.30 alle 17.30, i milanesi potranno regalare un po’ di calore ai senzatetto della città, portando presso i sette gazebo allestiti in giro per Milano coperte, piumoni e tutto quanto riterranno utile per dare loro conforto – ha detto l’assessore alle Politiche sociali e Servizi per la Salute Pierfrancesco Majorino -. E’ un appello che rivolgo a tutti i cittadini, per aiutarci a rendere sempre più concreta una solidarietà che fa parte di questa città, che appartiene a quella Milano accogliente e disponibile, inclusiva e generosa, che vogliamo sempre più presente. Per questo, a cominciare da venerdì 18 – ha concluso – passerò una notte al mese con il mio staff insieme agli operatori delle unità mobili e alle persone senza fissa dimora nei centri d’accoglienza”.

Il materiale potrà essere consegnato presso i gazebo presenti in:

piazzale Argentina,

piazzale Baiamonti,

viale Papiniano,

piazzale Selinunte,

piazzale Baracca,

Colonne di San Lorenzo,

piazza Bottini.

Deutsche Schule Mailand. Puffiamo?

No, non sono – completamente – fuori di testa.

E’ la mania del momento, i nani impazziscono…

Quindi lunedì pomeriggio, la Nana, Nitro & Glicerina, con altri della scuola e relative mamme, li portiamo al cinema.

Spettacolo delle 17,10: I Puffi (no 3D please). A parte la strada per trovare il cinema (UCI Cinema Certosa, mica così semplice…), a parte che abbiamo sbagliato sala ed eravamo tranquillamente sedute nella 7 o nella 8 anzichè nella 6, a parte che era la prima volta che la portavo io al cinema (è compito paterno la domenica mattina, in genere), eccoci nella sala buia, con questi robi blu.

La Nana in mezzo ai suoi due nuovi eroi: Nitro & Glicerina, fighi veri. Già penso a quando saranno grandi, a chi sceglierà lei… Mentre la madre decide che dobbiamo fare sacchi di euro con loro tre che sembrano una banda…rock! Uno alla chitarra elettrica, lei che canta, l’altro alla batteria. Non ci siamo, le rispondo. La Nana è appena stata iscritta alla scuola di musica, non è previsto che canti.

Allora stamattina lo chiedo alla diretta interessata: “Ti piacerebbe cantare?“.

Lei secca risponde: “No, io voglio recitare!

Vediamo cosa ne pensano alla Scuola Civica di Musica della Villa Simonetta… Dove non si recita…

E il film?

La dirò tutta: a me è piaciuto. Solo che avrei prolungato l’argomento Puffetta e il look. Scena: Puffetta da Fao Schwarz che scopre che al mondo puoi possedere (anzi, DEVI possedere!) più di un solo vestito (eccheDiamine!). Anzichè confezionargliene uno, e dico uno solo, avrei prolungato e ampliato questo momento magico di scoperta… Che so io, uno Yoox.com in versione PuffoShopping, ecco…