Il video di cosa è stato “Dialogo nel buio”, gli scrittori spengono la luce… Il Natale degli scrittori

Eccolo finalmente online, il video con le nostre emozioni di cosa è stato affrontare per ognuno di noi il percorso al buio.

Voglio ringraziare ancora Stefania Nascimbeni per avermi letteralmente “trascinata“; Marco Pagani per averci aiutato ad assemblare i racconti che ognuno di noi ha dedicato come regalo all’Istituto dei Ciechi di Milano; la calda accoglienza dimostrata da tutto l’Istituto nella persona di Franco Lisi; la Emons Audiolibri che ha donato un sostanzioso bottino di audiolibri e tutti, ma proprio tutti quelli che hanno voluto partecipare anche quest’anno ad una bellissima iniziativa. Last but non least, Gianni Paolella per averci supportati (e sopportati).

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Mi piace tornare… In radio, a Kristall Radio!

Mi piace tornare dove si sta bene. E io a Kristall Radio ci sono stata davvero bene. Evidentemente la mia presenza deve essere stata altrettanto gradita tanto che mi hanno invitata nuovamente e io mi sono sentita solo onorata. Onorata anche dal fatto che Raul Montanari abbia accettato il collegamento telefonico in cui si è parlato del gravissimo fatto di violenza che lo ha visto coinvolto il 12 dicembre scorso, ma che fortunatamente ha poturo ancora raccontarci. Onorata dalla deliziosa e gentile presenza (perchè la gentilezza è importante) di Massimo Milone. E piacevolmente colpita dalla lettura della Dimora del santo di Gianluca Veltri che si è simpaticamente sottoposto alle mie torture. Domande chiaro, nulla di più.

Bene, cos’altro dire?

Che bello, giovedì torno ancora una volta. Ormai appuntamento fisso mensile per parlare di cultura, libri e baggianate!

“Harlem Shake Christmas 2013”, il video. Sapevatelo!

Ogni promessa è un debito. Dopo giorni di attesa, di montaggio, di taglia e cuci, di ottimizza ed equalizza, eccolo qui. Il video nato dalla mente (diabolica) di Stefania Nascimbeni che, con la mia collaborazione, ha visto riuniti scrittori e addetti alla parola (intruse annesse e connesse) per un ballo scatenato quanto mai sfrenato.

Ma soprattutto, grazie, grazie, grazie per la vostra partecipazione. Grazie di cuore a:

  • Davide Roma
  • Lorenza Bernardi
  • Massimo Milone
  • Giulia Stolfa
  • Sonia Rottichieri
  • Isa Grassano
  • Emanuela Zuccalà
  • Assunta Corbo
  • Lucrezia Argentiero
  • Ilaria Sicchirollo
  • Desideria Marchi
  • Stefano Emanuele Ferrari
  • Barbara Galiano
  • Giuseppe Franco
  • Stefano Boldorini
  • Roberto Rasia dal Polo
  • Andrea Di Carpegna Varini
  • Andrea Pinketts

Grazie per aver portato tutte i vostri libri. Sappiate che con questi abbiamo rallegrato, almeno per un po’, i pazienti del reparto oncologia dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano.

Un grazie doveroso anche allo Chef Alex e al suo Kitchen Society, il ristorante che ci ha ospitati (via Chiozzolini ang Piero della Francesca, Milano).

Ma un super special thanks lo mando @ P.A.R.O.S.H. per il mio splendido outfit. In particolare, ringrazio la meravigliosa Marta Maggi (sei top!).

Divertitevi. Come noi, più di noi. Sappiate solo che siamo persone serie… (ogni tanto)!

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Ciak si gira! Stasera “l’addetto alla parola” si scatena con l’Harlem Shake

Gli scrittori scendono in pista con l’Harlem Shake per augurarvi Buon Natale

Martedì 10 dicembre 2013, presso Kitchen Society, a Milano

Metti insieme un gruppo di autori di successo, falli leggere, falli disturbare da un personaggio un po’ fuori dagli schemi, falli ballare come pazzi scatenati.

Tutti con il cappello!

Del resto anche gli Antichi letterati usavano cospargersi il capo con delle corone di alloro…

Questo però è molto di più, è l’Harlem Shake, il tormentone dell’anno, riproposto di recente anche nella versione “Zelig”, “Striscia la Notizia” e persino calcistica, nella declinazione del rosso e nero. Quindi perchè noi no?

Un’idea della scrittrice Stefania Nascimbeni, che a maggio sarà in tutte le librerie con l’attesissimo romanzo “Tutti pazzi per Gaia”, (Leggereditore), sotto la direzione artistica della giornalista di Panorama.it Valeria Merlini, con la regia di Gianni Paolella.

Gli autori che hanno simpaticamente aderito:

  1. Davide Roma
  2. Lorenza Bernardi
  3. Massimo Milone
  4. Luigi Carrozzo
  5. Giulia Stolfa
  6. Sonia Rottichieri
  7. Gianluca Veltri
  8. Daniela Basilico
  9. Isa Grassano
  10. Emanuela Zuccalà
  11. Assunta Corbo
  12. Lucrezia Argentiero
  13. Ilaria Sicchirollo
  14. Maddalena Cazzaniga
  15. Desideria Marchi
  16. Stefano Emanuele Ferrari
  17. Valeria Merlini
  18. Stefania Nascimbeni
  19. Giuseppe Franco
  20. Stefano Boldorini
  21. Roberto Rasia dal Polo
  22. Andrea Di Carpegna Varini
  23. Elena Mearini
  24. Enrico Nascimbeni
  25. Chiara Beretta Mazzotta

Special guest, Andrea G. Pinketts!

Special thanks to Kitchen Society, Via Chiozzolini ang Piero della Francesca, Milano.

Super special thanks to P.A.R.O.S.H. for my outfit.

Special gift for Ospedale San Carlo Borromeo (tutti gli autori, anche quelli che non possono esserci come Micol Arianna Beltramini, Carlo A. Martigli, Alessandro D’Avenia e Stefano Vignaroli regalano una copia firmata di uno dei propri successi al reparto oncologia dell’ospedale milanese).

La mia “ora di celebrità” (perchè un quarto d’ora non basta mai) alla radio, Kristall Radio!

Cosa posso dire se non che è stata una delle esperienze più intense, belle, meravigliose e divertenti della mia vita negli ultimi tempi? Non posso fare a meno di ringraziare Massimo Milone e Giovanni Bernuzzi della Happy Hour edizioni (perchè sono convinta che ci sia il suo zampino lì dietro) per avermi invitata. Ma un ringraziamento altrettanto doveroso va anche alla “mia” Lisa Elisa, per essersi prestata alle nostre torture via etere. Non posso escludere la cuccia che invece ci ha accolti, Kristall Radio. Grazie, grazie, grazie.

Nelle pagine di… ‘Bastava dire no. Alla fine di un matrimomio, credetemi, si sopravvive’ di Chiara Maffioletti (Marsilio)

«Chiara M racconta la parabola di un matrimonio. Non un matrimonio qualunque: il suo. Un racconto utile, ironico, malinconico, senza sconti. Uno sguardo chiaro come il suo nome» Beppe Severgnini

«Leggete: leggete questo libro che non ha paura di entrare nel cuore sbucciato delle persone che si lasciano, di quelle che ci credevano, di quelle che credono di non crederci più e invece continuano a farlo. Ma soprattutto non ha paura di entrare nel cuore delle tappe, necessarie e dolorose, di quello che succede nei fatti, quando “bastava non essersi sposati, bastava non scegliere di credere in un ideale romantico per non finire spolpati”» Chiara Gamberale

«
E’ disperatamente divertente
Bastava dire no, storia di un disastro sentimentale in un matrimonio catastrofico» Giovanni Veronesi

Bastava dire no. Alla fine di un matrimomio, credetemi, si sopravviveIl giorno in cui si è sposata era convinta che l’amore sarebbe durato per sempre. Vogliamo essere onesti? Diciamo che ci sperava. Perché, in fin dei conti, decidere di dividere la propria vita con qualcuno è un rischio. E se anche la cosa non le fosse stata del tutto chiara quando stava attraversando la navata della chiesa, indossando fieramente la meringata che chiamano abito da sposa, lo sarebbe diventata qualche tempo dopo. Quel giorno piangevano la mamma e qualche zia. Qualche anno più tardi, invece, piangeva lei. Succede quando si entra nel vortice dei tentativi che si fanno per restare insieme. Nel momento in cui ci si separa si viene catapultati in una nuova dimensione di problemi emotivi ma anche molto pratici. Tutte cose che (più o meno) sono capitate a (più o meno) tutti. Perché bisogna dirlo alle famiglie, dirlo al lavoro, parlare con gli avvocati, cercare una nuova casa. E si realizza che gli amici ci avrebbero scommesso, perché dopo – e solo dopo – ti dicono cosa davvero pensavano dell’ex. Una consolazione: non si è soli. E poi quando i due si lasciano c’è sempre del tragicomico e sentirselo raccontare da chi quei momenti li ha vissuti e in qualche modo superati, potrebbe essere di un qualche sollievo per chi sta concludendo (o ha da poco concluso) una storia importante. Ed è il motivo per cui Chiara Maffioletti ha scritto questo libro. Una storia in cui molti lettori possono facilmente identificarsi. Con uno stile di scrittura brillante e fresco, l’autrice riesce anche a strappare un sorriso, ma senza perdere mai di vista l’obiettivo di raccontare qualcosa di vero e di delicato.

«Credeva che l’amore potesse bastare per superare le difficoltà. Non è stato così. Sarebbe bastato poco perché le cose andassero diversamente. Sarebbe bastato poco anche tornando a quel momento, davanti al sacerdote. Bastava dire no. E invece ha detto sì»

Nelle pagine di… ‘Sette diavoli’ di Marco Archetti (Giunti)

Un Oliver Twist al femminile, ma impregnato di noir, raccontato con una scrittura cinematografica, svelta, allucinata.

Una donna sola contro tutti, che vive, ama e odia senza mezzi termini.

Sette diavoli«Io non avevo dichiarato nessuna guerra, era la guerra che era venuta a cercare me.»
La storia di Egle comincia così: è ancora una bambina quando, nel 1945, perde i genitori e uno zio sconosciuto si fa vivo trascinandola, insieme al fratello, in un’altra città, dal sud al nord dell’Italia. La scuola interrotta, il lavoro, la fuga da quella casa, un amore impossibile e inseguimenti senza tregua: queste le dure esperienze che le insegneranno cosa significa stare al mondo. Ma si può correre, fare e disfare, tanto poi il destino ottiene sempre ciò che vuole. Così, un giorno, Egle non sarà più Egle, e diventerà “Sette diavoli” per tutti, la più desiderata. Ma qualcosa ancora l’aspetta dietro l’angolo. Sarà la prova più dura?
Quando i conti da saldare diventeranno troppi, lei vivrà solo per chiuderli uno per uno. A quel punto perfino Dio – un Dio che balbetta e non risponde – sarà messo sotto accusa.
Appassionata confessione di una vita, lettera d’amore e di vendetta scritta nel momento finale – quello in cui non si può più mentire e la verità è nuda –, questa è una storia incandescente e senza respiro sul destino e sul coraggio, traboccante di suspense e di passione. Il ritratto di una donna spietata e tenera che ha amato e odiato come nessuno. E sullo sfondo un’Italia stracciona e povera, sporca brutta e cattiva, che corre parallela all’illusione del boom e della ricostruzione.

DAL LIBRO:

“Siate i benvenuti, ipocriti maledetti. Salvate la vostra vita e fotografate me, il diavolo, l’anima persa, il fuoco che brucia ogni cosa.”

“Forse non esiste la salvezza. Ma di certo esiste il coraggio. E il coraggio è delle donne, non degli uomini. Solo una donna sa andare incontro al destino sfidandolo fino all’ultimo. Solo una donna può guardare in faccia Dio senza abbassare lo sguardo.”

Dice di sé l’autore, Marco Archetti:

Ho 36 anni e sono uno scrittore nervoso.
Le prime stesure sono continuative, quasi violente, fatte mordendo le pagine, venti giorni senza uscire di casa; poi ci torno su, a lungo, tortuosamente, puntigliosamente.
Scrivo tanto e sempre, non credo al panico da foglio bianco e al feticcio romantico dell’ispirazione.
Attualmente sto lavorando a tre romanzi contemporaneamente.
Scrivo nei bar. Se sto in casa, rigorosamente in cucina.
Faccio pugilato.
Le storie le cerco in giro, tra le persone.
Odio chi scrive per amore di se stesso e non di ciò che deve raccontare.
Amo mescolare i generi.
Collaboro al “Corriere della Sera”, pagine di Brescia, con la rubrica “L’Infiltrato speciale”.

Nelle pagine di… ‘Il guaito delle giovani volpi’ di Patrizio Pacioni (Melino Nerella Edizioni)

Un romanzo contro tutti gli integralismi, contro ogni sopraffazione e violenza, un inno all’amore ovunque e comunque sia.

Fatima a scuola la chiamano Frà, Francesca – “ti chiamo così perché non voglio che attraverso la mia bocca passi niente di arabo – le aveva detto una volta un compagno. Fatto sta che, al di là delle intenzioni di quella mezza specie di deficiente, a Fatima quel nome era piaciuto subito e molto. Anzi, trascorso qualche giorno, aveva pian piano cominciato a pensarlo come una specie di certificazione della propria identità spezzata, irrimediabilmente divisa tra oriente e occidente.

Il guaito delle giovani volpi2Fatima è una sposa bambina, sradicata dal proprio paese e portata in Italia dal marito Rashid. Nonostante le limitazioni che le sono imposte, Fatima impara rapidamente la lingua, frequenta la scuola, stringe amicizie, mostra una forte volontà di indipendenza rispetto al volere della famiglia e vive la sua prima, autentica passione.

Attraverso la storia emozionante e tragica di un amore impossibile, Patrizio Pacioni analizza con grande partecipazione, ma al contempo con eccezionale lucidità, i contrasti di due mari che, da molti secoli ormai, si incontrano e si scontrano, tumultuosamente mescolandosi nel bacino del Mediterraneo: l’Occidente e l’Islam.

Ispirato ad un fatto di cronaca, il libro è dedicato a Hina Saleem (uccisa in Italia nel 2006 dai suoi parenti perché non si volle adeguare agli usi tradizionali della sua cultura d’origine) e alle altre martiri della sopraffazione morale e religiosa, paladine di milioni di donne che, come loro, reclamano il diritto di scegliere come condurre la propria vita.

Patrizio Pacioni: nato a Roma, è autore di dieci romanzi. Esordisce con Un lungo addio (1997) e di una raccolta di racconti, Delitti & Diletti (2010) scritta a quattro mani con la bellunese Lorella De Bon, oltre a numerose pièces teatrali, per lo più di genere brillante. Dopo una serie di noir, thrilling e romanzi drammatici, nel 2006 l’approdo al giallo d’impianto classico con la creazione del commissario Leonardo Cardona, scomodo poliziotto che compare per la prima volta in Essemmesse e ritorna da protagonista nelle tre opere successive. Il suo sito costituisce da tempo un frequentato osservatorio su ogni tipo di produzione artistica, aperto all’informazione e al sociale, e al tempo stesso un costante riferimento per gli autori emergenti.
Nel collegato blog è stata invece creata, in modo virtuale ma del tutto verosimile e realistico, la suggestiva città di Monteselva, sito della fantasia in cui possono prendere libera cittadinanza scrittori, lettori e semplici curiosi.

Nelle pagine di… ‘L’inferno avrà i tuoi occhi’ di Silvia Montemurro (Newton Compton)

L’ESORDIO SEGNALATO AL PREMIO CALVINO 2012

“LA PAURA È PIÙ FORTE QUANDO NON HA NOME”

Tre adolescenti annoiate. Un piccolo paese di provincia. Una suora brutalmente uccisa.

LIBERAMENTE ISPIRATO A UN FATTO DI CRONACA

L'inferno avrà i tuoi occhiGiugno 2000. In piccolo centro in provincia di Sondrio, tre amiche adolescenti uccidono brutalmente una suora. Un sacrificio a Satana con un piano studiato fin nei minimi dettagli e in nome di un’inspiegabile devozione al maligno. Cosa hanno in comune Elena, Vanessa e Samantha: un legame morboso – quasi un patto di sangue – l’eterna noia di giornate tutte uguali, la tentazione di tingere di nero le proprie vite, fino al desiderio di uccidere. Quando Vanessa torna in paese, dopo sette anni, i dolorosi ricordi legati a quella tragica sera riemergono con violenza, scatenando l’inferno nella sua mente. Strapparsi di dosso quell’orrenda colpa sembra impossibile.
Silvia è più piccola delle tre ragazze, ma frequenta lo stesso istituto, lo stesso bar, a volte anche la stessa compagnia. È un comune amico a coinvolgerla un giorno in una seduta spiritica, in cui sarà evocata l’anima della suora uccisa. La vita di Silvia, la sua adolescenza, i suoi rapporti familiari si intrecciano pericolosamente con la vicenda di Elena, Vanessa e Samantha. Domande ossessive e inquietanti riempiono le pagine del suo diario: cosa può averle spinte a compiere un gesto tanto efferato? Avrebbe potuto commettere anche lei quel delitto? In una sorta di identificazione con le carnefici, Silvia rivive unepisodio macabro e ai limiti dell’umana comprensione, la deformazione di tre menti convinte di essere votate al diavolo…

«Tu mi ricorderai sempre quello che sono stata. È inevitabile. Ogni volta che ti volterai a guardarmi, l’inferno avrà i tuoi occhi».