Letto per voi: il diavolo di Youssef Ziedan, “Azazel”.

11 03 2010

Presentato come “Il nome della rosa del Quinto secolo”, un romanzo atteso in tutto il mondo, destinato a causare forti polemiche religiose, letterarie e politiche, Azazel è la nuova opera dell’egiziano Youssef Ziedan.
Azazel (uno dei nomi del diavolo) è la storia di Ipa, un monaco medico egiziano che vive nel V secolo e narra, in un manoscritto dedicato ai posteri, la propria vita. Figlio di un pagano convertitosi al cristianesimo, vive per un certo tempo ad Alessandria, dove assiste alle lezioni della filosofa neoplatonica Ipazia ed è testimone del suo assassinio per mano di alcuni fanatici cristiani. Lasciata Alessandria, l’inquieto monaco si trasferisce a Gerusalemme, dove conosce il vescovo Nestorio del quale diventa amico. La Chiesa in quegli anni è attraversata da grandi controversie teologiche, dilaniata da contese. Ipa assiste alla sorte di Nestorio il quale, divenuto vescovo di Costantinopoli, si contrappone a Cirillo d’Alessandria perché non crede all’unione della natura umana e divina di Gesù, e alla natura divina della maternità di Maria, che sarà invece ribadita dal concilio di Efeso, convocato dall’imperatore Teodosio II nel 431. Dopo le scomuniche vicendevoli tra i sostenitori di Cirillo e quelli di Nestorio, il concilio si concluderà con la conferma della condanna del vescovo di Costantinopoli grazie al voto dei delegati occidentali. Ipa, attraversato da dubbi di fede, e attratto dai piaceri della carne, finisce con l’ammalarsi di una strana febbre che gli comporta deliri e visioni inquietanti, ed è proprio con un lungo dialogo con il demone Azazel che il romanzo si chiude.
Il libro è un romanzo storico che fa trasparire in ogni pagina la solida formazione del suo autore e la consuetudine che egli ha con gli studi sul cristianesimo antico e sulle radici dell’islam. Ziedan, classe 1958, professore di filosofia islamica e sufismo nonché direttore del Centro dei manoscritti e del Museo affiliato alla Biblioteca d’Alessandria, ha vinto nel 2008 il premio internazionale per il miglior romanzo in lingua araba, con questo testo, divenuto il primo best-seller che ritrae con grande maestria l’intera cultura mediterranea, tra Alessandria e Gerusalemme, Efeso e Aleppo.
Ziedan cerca di comprendere le cause della violenza nella nostra vita moderna guardando alla storia egiziana.

Valeria Merlini


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