Expo 2015, Milano. Cose (semiserie) da sapere

Expo, il logo
Expo, il logo

Come affrontare l’Expo? Quando andarci? Da dove iniziare? Cosa vedere? Cosa saltare?
A questa e ad altre domande cercherò di rispondere grazie alla giornate, mattinate, pomeriggi, momenti liberi che mi fanno andare all’Esposizione Universale.

Prima di tutto: andare con i bambini, sì o no?
Ma ovvio che sì (basta che non rompano).
Io ci sono stata con la mia e con 2 sue amiche, tutte di 9 anni. D’accordo, non sono delle piccole mocciose e le si può portare a vedere quasi tutto (siamo perfino riusciti a scamparci il padiglione della Coca Cola che si erano imposte di visitare….). Quindi c’è talmente tanto da far vedere anche a loro, così da renderli partecipi, che una visita con i figli è davvero un dovere morale.
Detta questa che pare un monito da nonna, basta poco per fare felici anche i nostri adorabili mostri, ehm, creature. Uno zainetto con una bottiglia d’acqua da casa, viveri che possono sbocconcellare in ogni momento (MAI all’interno dei padiglioni) e per tutto il resto l’Expo ha da offrire quanto vi serve.

Acqua.
Di sete non si muore..
In più punti sono presenti i rifornimenti d’acqua (CASE DELL’ACQUA – WATER KIOSK) – ANCHE FRIZZANTE – tanto che vi sembrerà paradisiaco bere dalla fontanella acqua con le bolle.

Bagni.
Fare pipì è un diritto internazionale.
In più punti anche i servizi, puliti, colorati, giganteschi e non ho mai trovato fila. Mal che vada vi capiterà di trovare un corridoio chiuso perché lo stanno lavando.

Facendo un passo indietro, cioè ancor prima di arrivare all’Esposizione….
Biglietto della metro.
Mica vero che costa 2,50€ sempre, ovunque e comunque.
A seconda di dove prendete il metro troverete prezzi differenti. Per esempio, dall’ultima fermata del metro in Milano, Molino Dorino, il suo prezzo è di 1,90€. Da Lotto invece 2,00€.
Quindi ocio, non date all’edicolante già 2,50€, che non si sa mai.

Ma torniamo dentro all’Expo.
Consiglio di non arrivare all’apertura, ma qualche minuto (momento, mezz’ora) dopo se volete evitarvi le code disumane di questi giorni. Vi ricordo che si passa al metal detector come e manco fossimo all’aeroporto, quindi se pensate di portarvi la forbicina perché volete farvi le unghie all’aria aperta, ecco, lasciate stare. Anche voi che volete piazzare una bella bomba, lasciate perdere, ve la beccano. E pure quel fucile a canne mozze, aria gente, aria.

Timbri.
Come il Cammino di Santiago.
Potrete testimoniare (e conservare per i posteri) il vostro passaggio a Expo Milano 2015: voi c’eravate! Ogni padiglione ha infatti in dotazione un magnifico timbro (di ogni fattezza e dimensione) che potrete apporre in ogni dove. Il primo posto che mi viene in mente è la mappa di cui dovete dotarvi una volta superati i tornelli di entrata. Troverete dei gentilissimi signori con giubbottino giallo fluo che ve ne forniranno uno, centomila.
Una gioco in più per coinvolgere la prole.

Cibo.
Non si vive di solo scarpinare.
E quindi la pancia va riempita. Ne ho sentite di tutti i colori (e di tutti i prezzi). In realtà ce n’è per tutti: lo street food dei caratteristici kart, le mense alla buona, i baretti, i ristoranti sparsi un po’ ovunque e i ristoranti di alcuni (non di tutti) i padiglioni.
Esempio: il primo giorno ho pranzato “per dovere” al German Pavillon – cibo tipico naturalmente: dallo stinco, al crauto, dal Bratwurst al cavolo rosso passando per il purè e finendo con la classica birra. Prezzo: 20€ a persona.
Il risottino di Oldani (Davide) è ancora lì che mi aspetta, ah, ma arrivo prima o poi…

Consiglio se venite per la prima volta.
Poiché la sede espositiva di Expo ha delle proporzioni davvero enormi, mettevi il cuore in pace e rassegnatevi al fatto che tutto non lo potrete vedere (con una sola visita intendo – a quel punto intervengo io che ci vado spesso, sempre, assai… e vi racconto tutto).
Entrati dopo i controlli di sicurezza il mio suggerimento è di prendere la navetta che fa il giro (esterno) e che passa molto frequentemente; dalla prima fermata (F1o F2) scendete alla fermata F6, lato opposto del Decumano (sapete vero che il lungo corridoio che conduce dall’inizio alla fine si chiama Decumano e che forma insieme al Cardo bla bla…? Toh, leggi QUI).
Dalla F6 rientrate nell’area e che il tour abbia inizio!

Code.
Della serie “ma quando farà veramente caldo, l’ora e quaranta di attesa al Padiglione del Giappone cosa sarà mai?”.
Eh, non lo so davvero, diciamo che se sono cortesi, furbi e intelligenti tutti i padiglioni si dovranno dotare di parasol dalle proporzioni inenarrabili come quelli che ho visto fuori dalla Malaysia (spero non fosse un caso).

E per finire…
Farmacia: se ne avete bisogno, c’è.
Polizia, esercito, caramba, pompieri, ambulanze, crocerossine, infermiere, buttafuori e chi più ne ha più ne metta: ne abbiamo.
Pallino rosso del “voi siete qui”: che vi importa, avete lo smartphone!
Voglie improvvise di bollicine: Ferrari Spazio Bollicine, esiste!
Manganelli per randellare le orde di scolaresche che vi schiacciano i piedi, che fanno caciara e casino: trovateli!

Insomma, mi pare di aver detto le cose principali.
Non so se dirò cosa vedere e non vedere, credo che ognuno debba camminare e valutare. Io pubblico fotografie, ma poiché sono rana dalla bocca larga chissà dove mi spingerò…

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Caro Babbo Natale… (2013)

Bambina_arrabbiata_con_cappello_di_Babbo_NataleCaro Babbo Natale ciao.

Anche quest’anno sono qui a scriverti la letterina, cioè, la sta scrivendo la mamma, anche se io sono nella seconda classe, ma mi piace la tradizione che abbiamo: io chiedo, la mamma scrive brontolando e dicendo “questo sì, questo no”, e ovviamente anche questa volta non ha perso occasione per farlo. Ma ho controllato, ho visto che ha comunque scritto tutto.

Come sono stata io? Beh, tutto sommato direi brava. A parte aver preso proprio venerdì scorso la mia prima nota, ma legata al comportamento, ok, ci sta, no? Io non ci credo che tu sei stato sempre così bravo, guarda che so come funzionano le cose. Nessuno si salva, nessun escluso. A scuola vado bene, ok, quando non sono distratta, ma non è colpa mia. E poi dico io, come si fa a stare sempre attenti? Io voglio vivere, voglio divertirmi, i miei amici contano. A partire dalla Vicky, sempre presente, poi Oliver, Niccolò (che ha un posto speciale nel mio cuore, ma non lo dire a nessuno), poi la Dodi, Ale e tutti gli altri.

Ma non divaghiamo.

La mamma dice che se non mi comporto bene inizia a levare un regalo per volta, fino a quando, lei pensa, non ne resterà nemmeno uno. Non oso pensarci! Può davvero farlo? Dimmelo, ti prego. Può davvero fare in modo che io non riceva i regali? Che tragedia sarebbe!

Io ci provo a fare la brava, davvero, ma ogni tanto mi distraggo. Poi anche la mamma, diciamola tutta, non è questo stinco di santa. Mica è facile fare tutto quello che vuole lei…

Quindi spero di ricevere questi regali, mi sembrano anche pochi. Poi del resto, la mamma e il papà lo dicono sempre, non sono brava, sono bella!

Grazie Babbo Natale, sei sempre il mio mito.

Tua Viola

  1. Macchina elettrica della Barbie (seeeeeee, sogna bella, e poi, dove pensi di parcheggiarla? Zero! Guai solo se qualcuno osa pensarci! Inoltre, grazie al cielo ormai non ci entrerebbe più!)
  2. Cavallo della Barbie che va da solo
  3. Skylanders (le foto dei personaggi che vorrebbe sono più sotto: Rattle Shake già preso)
  4. 2 maschi della Berbie, il Ken insomma (e qui c’è l’imbarazzo della scelta, anche se quello vestito da gran galà con la giacca bianca è il suo top…santa miseria)
  5. Barbie Freundebuch (già commissionato alla teutonica numero 5)
  6. Vestiti per Ken (poveraccio, mica lo vorremo far girare per casa con il bigolo al vento…)
  7. Orologio (che sarebbe pure l’ora che imparasse a leggerelo)
  8. Microfono superglitterato vero che si trova solo da Buba (il mitico negozio delle drag queen a Porta Venezia che lo so che fa un po’ specie, ma vuoi mettere?)
  9. Libri in tedesco (già commissionati alla teutonica)
  10. Libri in italiano sui vampiri (della serie Vampiretto)

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Leggi anche:

Caro Babbo Natale… (2012)

Caro Babbo Natale… (2011)

Caro Babbo Natale… (2010)

Caro Babbo Natale… (2009)

Dove e come regalare giocattoli usati. Lettera aperta. IL SEGUITO…

Tutto è bene quel che finisce bene…

L’antefatto. Ricordate che chiedevo aiuto alla mia amica Chiara su dritte per regalare qualche gioco usato (ma tenuto bene) della mia nana? Ricordate che mi ero fatta in quattro per cercare di donarli al reparto pediatrico dell’ospedale Buzzi, grazie anche a quanto mi era stato suggerito dal negozio di giocattoli De Ponti? Non c’era stato nulla da fare, ospedale e associazioni categoriche: si ricevono solo giocattoli nuovi nella confezione originale.

Bene. Che poi è un male, perché non ritrovo la logica di scartare categoricamente tutto senza possibilità di fare una qualche selezione.

Un’altra mia amica, la Monica, mi è fortunatamente venuta in soccorso (grazie anche a tutte quelle che mi hanno dato consigli e suggerimenti in privato). La soluzione finale? La Mangiagalli, incredibile, un ospedale dello stesso circuito del Buzzi.

Le volontarie del reparto di Chirurgia Pediatrica del Padiglione Alfieri (4° piano) sono state ben felici di ricevere cucina di Hello Kitty accuratamente pulita, stoviglie coordinate passate in lavastoviglie, puzzle e valigette di colori. Tanto che hanno anche regalato una scatola di pennarelli alla nana che ho voluto far venire con me.

Le volontarie aspettano tutto quanto le mamme milanesi vorranno portare ai bambini ricoverati presso il reparto.

Tutto questo accadeva giovedì 6 dicembre, in quello che si sospettava essere il giorno antecedente la prima nevicata milanese…

Grazie Monica.

Caro Babbo Natale… (2012)

indirizzo_babbo_nataleCaro Babbo Natale, sono ancora in tempo, no? Ieri abbiamo fatto l’albero di Natale, anzi per la precisione io ho fatto l’albero, mentre il papà se ne stava in panciolle e la mamma preparava la cena. Quindi io ho fatto il mio dovere (che poi era anche un divertimento). Anche quest’anno sono qui a scriverti la letterina, che ho dettato alla mamma. Sì, sono nella prima classe, ma per quest’anno ci ha pensato ancora la mamma. La scuola mi piace molto, sono brava e attenta (così dicono le maestre) e la mia materia preferita è la matematica. L’italiano non è che mi piaccia tanto, per grande dispiacere della mamma… Per la notte di Natale non ti preoccupare, se ci vedi poco io ho pensato a tutto: ti accendo una candelina che lascerò per tutta la notte. Attento a non far cadere le palline dell’albero quando metti sotto i regali. E non ti curare dei due gatti, verranno ad annusarti. Anzi, solo uno, quello più coraggioso che si chiama Harry, mentre Piton, quello fifone, se ne starà nascosto tremando dalla paura. Ma senti, una curiosità: è vero che entri dalla finestra del bagno perchè è l’unica senza persiane? Ciao, grazie Babbo Natale, sei il mio eroe. Tua Viola.

  1. Diario segreto di Barbie
  2. Bambola Ribelle con cavallo (uno di quei regali assolutamente inutili)
  3. Casa della barbie (già fatto!)
  4. Sveglia con principesse o altro (basta che sia con le lancette, che suoni e che si occupi di darle la prima scossa della mattina…)
  5. Will & Kate Barbie (le arriveranno già 2 Barbie, pietà…)
  6. Lego friends (possiamo anche permetterci di restare al di fuori di questo mondo, per carità…)
  7. gioco in scatola Barbie Reginetta del Ballo (questo sììììì!!!)
  8. Guanti belli caldi + sciarpa
  9. Mollette e cerchietti (importante che il cerchietto abbia i dentini per tenere bene i capelli e non scivolare impietosamente in avanti)
  10. Stivaletti da pioggia (già presi, superaffare alla svendita di Agatha Ruiz de la Prada)

diario segreto barbieribelle con cavallocasa barbiesveglia principesseWilliam e Kate barbielego friendsBarbie Reginetta del Ballopioggia

Dove e come regalare giocattoli usati. Lettera aperta

Rispondo pubblicamente alla richiesta di aiuto a cui questa mia amica ha cercato prontamente di aiutarmi. Devo piazzare un giocattolo di mia figlia che ormai non utilizza più, in ottime condizioni e mi piacerebbe regalarlo a chi ne ha bisogno. Ma non mi pare sia così facile. Ecco qui la storia.

Innanzitutto, grazie Chiara!

Chiara mi scrive: “Se ti può essere utile, esiste un profilo su facebook che si chiama “Te lo regalo se lo vieni a prendere” il cui titolo spiega tutto!“. Ho dato un’occhiata al gruppo e mi sono pure vista il video da 21minuti. Che racchiude una grande verità nascosta. Ma mi sono detta, appena finito e a sangue freddo: quanto siamo realmente pronti ad accettare giocattoli usati da altri bambini per i nostri figli? Io mi sono sinceramente risposta: non credo che li prenderei. Sono egoista? Forse semplicemente sincera e realista. Pure schietta.

Quindi sono tornata sui miei passi: darli al nido di via Induno, beh, so che non sono mai abbastanza, ma assicuro che li ho davvero riempiti in questi anni. E il gioco che ho in mente non è adatto ai bambini così piccoli.

Venerdì ero dal De Ponti (consumista!) per cercare un regalo per una festa a cui la nana dovrà andare oggi. E ho chiesto loro dove poterli portare, partendo dal presupposto che la mia intenzione è regalarli al Buzzi. Mi è stato detto che all’interno dell’ospedale opera l’ABIO. Quindi ci vado, ma il banchetto era vuoto. Il portinaio mi dice che c’è un’altra associazione che si chiama OBM, sempre all’interno dell’ospedale. Vado e incontro una signora che squadra libidinosamente il sacchetto che avevo in mano con il pacchetto. E capisco perché: mi dice che loro accettano solo giocattoli nuovi. Ma come? Mi è sembrata una cosa molto strana: non dovrebbero essere i primi a raccogliere quanto gli viene regalato, prendendo in considerazione anche cose usate. Ovvio, il punto di partenza è che le condizioni siano ottime (il nostro caso). Pensavo che queste associazioni funzionassero in questo modo, che la parola “beneficienza” non coincidesse con “consumismo” (e qui ritorno al video sopra citato, per favore, se avete tempo guardatelo). Nella mia testolina il concetto di “beneficienza” viene associato con “aiuto” e qui Wikipedia mi viene in soccorso:

Nell’ambito del servizio sociale la beneficenza è intesa come una delle tipologie d’intervento finalizzate a rispondere ai bisogni degli utenti.

Nel caso in questione: io voglio regalare la cucina di Hello Kitty al reparto pediatrico dell’ospedale Buzzi. Non rispondo in questo caso alla definizione, cioè un bisogno agli utenti, vale a dire i bambini che sfortunatamente si trovano a dover trascorrere del tempo in ospedale? Forse mi sbaglio.

La mia amica Chiara mi scrive anche:

“Se sono giochi super belli (ma non per lattanti) potrei portarli alla scuola elementare di Leo (cercavano puzzle e cose del genere). Se hai invece libri nuovi o come nuovi per bambini o per adulti, sappi che sto cercando qualcosa per la bancarella che faremo nella prossima festa a scuola per raccogliere fondi perchè, come tutte le scuole pubbliche, ne ha bisogno…”

Ovvio che concordo. E credo che anche la scuola pubblica abbia bisogno del sostegno di tutti i cittadini (mancando totalmente quello del governo).

Ma resta fermo il principio che questi giochi mi pacerebbe proprio donarli ai bambini ospedalizzati. Allora telefono all’ABIO e una signora molto gentile e disponibile mi informa che anche per loro vale lo stesso discorso: solo giocattoli nuovi, nella confezione originale e integra. Insisto per cercare di capire come mai ed ecco svelato l’arcano: mi assicura che negli anni si sono visti recapitare di tutto, quando invece veniva data loro la garanzia della perfetta qualità dei giocattoli recapitati presso la  fondazione. Posso capire, ma verificare o poter scegliere tra quanto viene regalato non sarebbe un bene per tutti? Irremovibili. Mi consiglia di telefonare direttamente alla pediatria del Buzzi per sentire se esiste la possibilità di scavalcare le associazioni e ricevere direttamente dei regali. Anche qui la solita risposta: solo giocattoli nuovi in confezione originale.

Sono al punto di partenza.

Se cerco su internet cosa poterne fare appaiono forum di mamme che parlano dei negozi baby-boom, non beneficienza, ma conto vendita. Non ci siamo, non è quello che voglio.

Pensavo di andare a chiedere all’oratorio della nostra chiesa di zona (che non frequentiamo) e sperare che il prete non si ricordi di me e non mi dica nuovamente che è disposto a sposarci in quattro e quattr’otto se solo gli diamo l’ok…

Idee? Suggerimenti?

Grazie

Caro Babbo Natale… (2011)

11 dicembre 2006… – Photo by ViolaBlanca

Caro Babbo Natale,

anzi carissimo (perchè sono più grande e mi esprimo meglio), eccoci qui, io e te (e la mamma che scrive) come ormai da qualche anno. Pochi ancora, per fortuna. Ho appena detto alla mia mamma che non farò più la cattiva. Quindi spero che tu mi porterai dei regali… Inoltre credo di meritarmeli anche perchè ho da una settimana perso il mio primo dentino. Insomma, una fatica! Grazie Babbo Natale, spero tu capisca cosa ti scrivo, perchè so che questa letterina verrà spedita da New York tra qualche giorno. Ti abbraccio. Tua Viola

  1. trucchi delle Winx (nascosti da qualche parte ci sono degli orridi trucchi presi lo scorso anno in una svendita in oregon… Vedrò se tirarli fuori!)
  2. travestimenti delle Winx (ignoro cosa siano, Babbo Natale, ignora anche tu!)
  3. lenzuola Winx (unica concessione, da chiedere alla nonna o alla zia)
  4. Puffi 
  5. telefono/i delle principesse Disney (abbiamo bisogno del cellulare, appena perso!!!)
  6. chitarra elettrica con microfono hello kitty (diamine, se la ricorda ancora, c’era persino nella letterina dello scorso anno)
  7. computer kid hello kitty
  8. deco mandala designer hello kitty
  9. sveglia e luce notturna hello kitty (fondamentale per quando da settembre andrà alla Grundschule!)
  10. asciugacapelli hello kitty (mi devo fidare di questi robi, Babbo Natale, sono sicuri o solo belli esteticamente?)
  11. macchina fotografica digitale (ha rotto da poco la sua, vera, le ho dato la mia vecchia Nikon, a posto quindi!)
  12. barbie e fiat 500 (ritirata questa mattina all’Esselunga!!!)
  13. un altro carillon porta-gioie
  14. pic pirate! (mah, ce l’hanno già al Kindergarten, non comprendo perchè averlo anche a casa…)
  15. tenda principessa (mmmmmm…)
  16. libri (anche no, grazie, abbiamo le nostre spacciatrici-caseeditrici-amichedellamammaelacasaègiàfintroppopienadilibri!!!)

Deutsche Schule Mailand. Puffiamo?

No, non sono – completamente – fuori di testa.

E’ la mania del momento, i nani impazziscono…

Quindi lunedì pomeriggio, la Nana, Nitro & Glicerina, con altri della scuola e relative mamme, li portiamo al cinema.

Spettacolo delle 17,10: I Puffi (no 3D please). A parte la strada per trovare il cinema (UCI Cinema Certosa, mica così semplice…), a parte che abbiamo sbagliato sala ed eravamo tranquillamente sedute nella 7 o nella 8 anzichè nella 6, a parte che era la prima volta che la portavo io al cinema (è compito paterno la domenica mattina, in genere), eccoci nella sala buia, con questi robi blu.

La Nana in mezzo ai suoi due nuovi eroi: Nitro & Glicerina, fighi veri. Già penso a quando saranno grandi, a chi sceglierà lei… Mentre la madre decide che dobbiamo fare sacchi di euro con loro tre che sembrano una banda…rock! Uno alla chitarra elettrica, lei che canta, l’altro alla batteria. Non ci siamo, le rispondo. La Nana è appena stata iscritta alla scuola di musica, non è previsto che canti.

Allora stamattina lo chiedo alla diretta interessata: “Ti piacerebbe cantare?“.

Lei secca risponde: “No, io voglio recitare!

Vediamo cosa ne pensano alla Scuola Civica di Musica della Villa Simonetta… Dove non si recita…

E il film?

La dirò tutta: a me è piaciuto. Solo che avrei prolungato l’argomento Puffetta e il look. Scena: Puffetta da Fao Schwarz che scopre che al mondo puoi possedere (anzi, DEVI possedere!) più di un solo vestito (eccheDiamine!). Anzichè confezionargliene uno, e dico uno solo, avrei prolungato e ampliato questo momento magico di scoperta… Che so io, uno Yoox.com in versione PuffoShopping, ecco…

Deutsche Schule Mailand. La Nipotastra.

Sembra che quest’immagine non c’entri nulla con la Nipotastra, ma c’entra… Eccome se c’entra…

Entra in scena una nuova figura: la Nipotastra.

Nipote di… Figlia di…

La Nipotastra ha 4 anni, un viso angelico, due occhioni azzurri giganti da cerbiatta che pare un angioletto. Fa parte dei “piccoli“, una new entry, quindi. E fa parte della banda, anche.

L’asilo è iniziato da poco più di una settimana, ma già dai primi giorni la Nipotastra diceva alla madre che doveva venire a pranzo dalla Nana. La prescelta quindi.

Detto la prima volta, mi sono messa a sorridere. “Che carina“, ho pensato, “già sbava dietro alla sua Musa…“. Ma alla seconda volta in cui la madre mi ha detto che qui la cosa si faceva seria, ho fatto l’invito.

Oggi dunque la Nipotastra è qui da noi.

Prelevata a scuola, portata qui a pranzo.

Sul più bello del pranzo, tra un inseguimento e l’altro al povero gatto di casa, metto nel piatto un cordon bleu. Che, vabbé, l’ho capito pure io che non è cucina da guida Michelin, ma Dio santissimo, stiamo parlando di un pranzo veloce dopo scuola in cui le due mostravano i denti dalla fame. E stiamo parlando di un pranzo a due nane!!!

Mi prodigo quindi in chicche di patate – veloci – e nel mentre butto in forno il suddetto secondo! Dopo l’estenuante “mangia Nipotastra, mangia“, per farle finire il primo, eccole alle prese con il secondo. Metto nel piatto, taglio ad entrambe (così nessuna litiga sul “taglio da sola io che tagli da sola tu“), la Nipotastra guarda il contenuto ed esclama: “Questo piatto mi fa vomitare!“.

Sono basita, ieri l’Angelo da noi ha divorato tutto – Piccolini della Barilla verdi e fesa di tacchino grigliata – aggiungendo pure: “Tutto buono!“.

In quel mentre squilla il telefono. La madre, che esordisce con un: “…ha già iniziato a ruttare?“.

Cosa devo pensare?

Scusate, non posso dilungarmi, la Nipotastra è andata a fare la cacca e ora esige il bidet!

Deutsche Schule Mailand. La banda

Come accennavo nel post di ieri, oltre ai fab4 qui c’è di mezzo anche un marito. Sì, colui che a maggio scorso è venuto qui a dormire per la prima volta e dal quale la nana, è andata a dormire per la prima volta. Non dalla migliore amica, VeryVic, no, dal marito!

Prima fidanzato, ora marito appunto (a parte non sapere quando si siano celebrate le nozze…). D’ora in poi detto l’Angelo, non certo per le sue caratteristiche fisiche, né tanto meno per le sue doti caratteriali.

Dunque la nana e l’Angelo.

Pare che in giardino avvenga puntualmente l’incontro della coppia (non essendo più nella stessa classe, ma l’amore prosegue…).

In questi giorni i racconti della nana sono sempre sul tema: “Oggi l’ho visto, oggi ha dato un pugno in testa a VeryVic, com’era carino oggi con il camicino bianco, oggi si nascondeva…”.

Ieri all’uscita, come prima cosa, mi dice: “Sai mamma, oggi anche N. (parte della coppia Nitro & Glicerina, 2 fratelli imperdibili) si è aggiunto a noi ed eravamo così in 8 in giardino!

Ah, bene…

Sì, mentre l’Angelo era solo con D.

Non capisco, ma mi adeguo.

Fino a stamattina, quando ricevo dalla mia amica, mamma dell’Angelo, il seguente sms:

Questa mattina in auto l’Angelo ha detto: “mamma non voglio andare a scuola oggi”. Perché? “Perché la nana non mi lascia mai in pace in giardino”. Allora tutta la famiglia si è prodigata in consigli su come liberarsi della nana. Povera bimba! Comunque non credo molto a questa storia…

Povera illusa. La chiamo confermandole tutta la storia e mettendo insieme i pezzi.

Quindi la nana è a capo di una banda (mi stringe il cuore chiamarla “baby gang”)???

I consigli della famiglia sono stati pacati, una roba del tipo: “Fai così, tu la porti verso un altro amichetto o amichetta e poi la molli lì scappando come un forsennato”.

L’Angelo dubbioso ci ha pensato un po’ su. Poi ha trovato la sua soluzione: andarle direttamente incontro abbracciandola e riempiendola di baci, sicuro della fuga inorridita della nana.

Come sarà andata?

Deutsche Schule Mailand. La ripresa…

Una settimana fa l’inizio. Siamo tutte mamme più felici, indubbiamente. I mostri anche, però.

E tra i trasferimenti di quelli che prima erano i grandi alla prima Grundschule, i nuovi arrivi dei piccoli, il fatto che ora i nostri fab4 siano “i grandi”, restano delle certezze.

Prima di tutto, noi amiche! Circondate però da vecchie e nuove teste coronate, da parenti di vip e vipponi e star del cinema. Un bel daffare quest’anno.

I fab4, in secondo luogo!

Che si sono rivisti venerdì pomeriggio, al gran completo, alla prima festa dell’anno (quella del marito della mia nana). La nana appunto, VeryVic, il Principino e il BadBoy. Che non si è smentito, almeno dai racconti della mamma.

Vado ad illustrare l’episodio.

All’ennesimo cambio annuale, come da copione, la fresca au pair resiste solo 4 giorni. La povera amica, da poco alla sua terza prova materna, si ritrova arrabbiata e disperata alle prese con questa nuova, sconosciuta situazione da gestire: occuparsi di 3 figli, di un marito e di un cane, proprio nel mese di agosto!

Come se non bastasse il BadBoy le dice: “Mamma, ma non possiamo restare senza au pair. Non facciamola andare via, chiudiamola in camera!”.

Che abbia già capito che la povera madre non ce la farà? O, più semplicemente, che abbia già capito come gira il mondo?